La cucina elegante del Bon Wei

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bon-wei-porcellaneCalpestate il legno di acacia birmana vecchia di mille anni, scoprite un ambiente elegante, non ostentato ma dal design rigoroso. Assaggiate le sue specialità per un tuffo in una nuova Cina. Radiosa e raffinata.
Con questo incipit si varca la soglia del Bon Wei, raffinato ristorante cinese aperto in via Castelvetro a Milano, dalla coppia Ike Wang e dalla moglie Wang Pei, entrambi dello Zhejiang.
Il locale è ispirato al nuovo design delle grandi e modernissime metropoli orientali,  pensato per dimostrare che la cucina cinese è portatrice di cultura millenaria, unita a qualità delle materie prime che creano la sintonia con le regole di un’alimentazione sana.
Bon Wei sta per buon gusto, presente in ognuno dei 101 piatti del menu ma anche nei dettagli con cui si dipana il servizio in tavola: la linea di piatti NewWave – Nature Inspired di Villeroy & Boch accoglie composizioni culinarie che lasciano stupefatti.
Simbiosi perfetta di raffinatezza, di linee morbide, di sculture che rimandano alla natura e al mare del grande paese asiatico fatte partendo da una semplicissima carota.
Il bianco delle tazze e dei piatti si integra alla perfezione con l’acciaio delle bacchette che Ike Wang e Wang Pei hanno scelto per gli ospiti: quelle della linea Branch di Broggi 1818 che hanno vinto il concorso di design etico  nel 2010.
Le bacchette in acciaio al Bon Wei hanno sostituito quelle tradizionali usa e getta, con un notevole risparmio in termini di riduzione degli sprechi e attenzione all’ambiente.
Basta una rapida lezione di pratica per chi è profano nell’utilizzo (si trova sempre una persona gentile in un ristorante cinese) e con esse si inizia il percorso culinario che comincia dalle zuppe – come quella di wan ton, con ravioli di riso e alghe – per proseguire tra carne e pesce, protagoniste assolute della ricca carta.
Ogni pietanza è servita con una ritualità che trova la massima espressione con un classico della cucina cinese: l’anatra alla pechinese, laccata in casa e, su richiesta, sfilettata in sala dallo chef Guoqing Zhang.
Tempi che vengono scanditi dalla cerimonia del tè, con una selezione firmata da Francesca Natali di
ArtedelRicevere: Perle de Jade, germogli di tè bianco cinese lavorati in serrate palline e con fiori di gelsomino; Anxi Tie Kuan Yin, tè oolong cinese a bassa fermentazione con forti note di magnolia, a basso contenuto di teina e il pregiato Lung Ching, tè verde cinese dal gusto vegetale e zuccherino.
Gli abbinamenti alle pietanze vantano una selezione di vini di alto livello ma l’abbinamento più innovativo, o quello perfetto, lo si può misurare con la selezione di birre artigianali Via dei Birrai 32. Il birrificio artigianale di Onigo di Pederobba (TV) che nasce dalla passione di tre giovani soci: Fabiano Toffoli, il mastro birraio, Loreno Michielin e Alessandro Zilli.
“32 è il numero corrispondente alla classe di appartenenza della birra, secondo la classificazione internazionale di Nizza che indica e categorizza prodotti e servizi. Via dei Birrai rappresenta il percorso della birra, come il cerchio ne è l’eterno movimento verso il divenire” ha raccontato Loreno Michielin nel corso di una serata di degustazione e abbinamenti tra le loro birre, la cucina dello chef Guoqing Zhang, i tè di Francesca Natali, le porcellane di Villeroy & Boch, le bacchette di Broggi 1818. Come dire tra l’eleganza e il Bon Wei.
Luigi Franchi
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