L’avvincente storia de l’Osteria in Scandiano
5 Aprile 2019
Il 53° Vinitaly di svolge a Verona Fiere dal 7 al 10 aprile
5 Aprile 2019

Alessandro Cozzolino: “Il mio ritorno in Italia alla guida di Villa S. Michele”

Riaprirà i battenti oggi dopo un restyling importante e avrà un volto nuovo a guidare il progetto, totalmente rinnovato a partire dalla proprietà: è Belmond Villa San Michele di Firenze, il monastero del 1500 che oggi è un rinomato luxury Residence alla cui guida del ristorante è arrivato Alessandro Cozzolino, volto giovane della ristorazione internazionale, appena rientrato da Hong Kong dove ha lavorato per circa cinque anni.

Alessandro Cozzolino, 29 anni, è un ragazzo disponibile, comunicativo e di eccezionale maturità che ci ha raccontato questo nuovo progetto che lo ha riportato in Italia dopo un lungo peregrinare iniziato da giovanissimo, quando ha lasciato la casa di famiglia a Caserta per seguire le proprie attitudini.

“Ho deciso di fare il cuoco da piccolo: è stata una scelta personale perché in casa nessuno fa questo mestiere. La mia famiglia ha assecondato i miei desideri e mia mamma mi consigliò di frequentare subito un buon istituto di formazione, così mi iscrissi alla scuola alberghiera di Cassino. Sono stato fortunato perché, senza raccomandazioni, dopo il diploma ho lavorato subito in cucine importanti: sono stato da Jacques Marcon al ristorante “Les Cimes”, ho lavorato con Gaetano Trovato presso il ristorante “Arnolfo”, con Nino Di Costanzo ho lavorato all’ “Hotel Manzi Terme” e nel 2014 sono entrato al ristorante “Grissini” del Grand Hyatt Hong Kong dove sono rimasto quattro anni e sette mesi, fino a quando è arrivata la possibilità di tornare in Italia”.

Il Grissini è stata la grande occasione che ha fatto emergere il tuo talento e fatto conoscere alla critica gastronomica: ci racconti quella esperienza?

“Il Grissini è un ristorante che ho costruito io: quando sono arrivato era un ristorante per turisti. Il primo passo è stato cercare prodotti validi, italiani, da introdurre nel menù; il secondo passo è stata la creazione di un’ espressione di una cucina italiana creativa, fatta con innovazione ma rispettosa verso la tradizione; infine, ho sviluppato il concetto di fine dining. In sostanza, il progetto Grissini è stato quello di far diventare il ristorante uno dei migliori ristoranti italiani nella vetrina asiatica: importavo tutto dall’ Italia”.

Quando hai lasciato Hong Kong per tornare in Italia?

“Tornare era il mio sogno ma cercavo l’ occasione giusta. Venivo in Italia 3-4 volte all’ anno perché amo il nostro Paese e considero l’ Europa la culla della gastronomia sia per i prodotti che per la creatività. Ad Hong Kong lavoravo tanto e avevo abitudini molto diverse: per esempio non prendevo mai il caffè perché lì non esiste il servizio al banco e si paga 7 Dollari. Da tempo seguivo il progetto di Villa S. Michele nella fase di restauro: lo scorso 1 marzo ho finito l’ ultimo servizio ad Hong Kong e il 3 marzo, dopo due giorni, ho preso servizio a Villa S. Michele”.

Raccontaci di questo nuovo progetto a Firenze…

“La struttura ha una storia lunghissima: nasce come monastero rinascimentale e si pregia di affreschi eseguiti da Michelangelo e bellissimi giardini all’ italiana. Nel 1985 era diventato un ristorante, elegante ma improntato su una cucina tradizionale. Ora però è cambiato tutto, a partire dalla proprietà: oggi la struttura è di proprietà del gruppo Luis Vuitton e fa parte del circuito Belmond che raggruppa alcuni degli hotel più belli e importanti del mondo come l’ Orient Express e il Cipriani. La lunga ristrutturazione ha cambiato tutto: naturalmente son stati preservati gli aspetti storico-artistici come la facciata affrescata e la Chiesa sconsacrata. Quando cammino sui pavimenti originali dove son passate tante personalità importanti mi emoziono. Il ristorante principale ha 80 coperti ma il servizio comprende anche il ristorante-pizzeria  adiacente la piscina a filo con vista spettacolare su Firenze. Un ruolo centrale lo avrà anche il bar, gestito da Lorenzo Aiosa, vincitore dell’ ultima edizione della Florence Cocktail Week. Inoltre la struttura comprende un hotel con 45 camere, tutte rinnovate, e anche il servizio di banchettistica avrà il suo spazio. La brigata è composta da 20 persone: siamo un gruppo giovane e affiatato come una squadra di calcio. Firenze è stata la culla del Rinascimento e credo che da qui possa ripartire un Rinascimento gastronomico.

Che cucina troveranno gli ospiti di Villa S. Michele?

“La carta si svilupperà sul gusto toscano, sfrutteremo il territorio e il suo grande potenziale ma vi entrerà in gioco anche il mio background lavorativo. In particolare, il menù “Intuizione” avrà un’ ispirazione locale ma sarà supportato dalla tecnica moderna: i miei “gnudi”, per esempio, sono più piccoli rispetto a quelli tradizionali; ci saranno anche altri alimenti tipici come la chianina”.

Hai lasciato la famiglia molto presto a adesso, a meno di 30 anni, hai accumulato esperienze importanti che fanno di te già un ottimo professionista: pensi mai di esserti perso qualcosa per strada e di aver bruciato le tappe?

“Viaggiare per me è stata sempre una passione che ha arricchito il mio background professionale e umano: sono tredici anni ormai che vivo fuori casa. Non penso di essermi perso qualcosa perché ho seguito le mie attitudini: fin da ragazzo non amavo far tardi la sera ma mi sono divertito lo stesso. Ora non posso fare a meno delle responsabilità e dei problemi perché la vita è una sfida e adesso, a un passo da questo debutto italiano, sono emozionato e ho lo stesso timore di un attore che sta per salire sul palcoscenico”.

Manuela Di Luccio

Belmond Villa San Michele

Via Doccia 4, Fiesole  -Firenze

Telefono: +39 055 5678 200

www.belmond.com/it/villa-san-michele-florence

Print Friendly, PDF & Email