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A Firenze capita questo

Non tutti sanno che nel giacimento d’arte che la città di Firenze, come poche, riserva c’è anche la sorpresa del museo del Cenacolo di Andrea del Sarto, ubicato nel refettorio di in un antico ed esteso convento annesso alla chiesa di San Salvi. L’abbiamo scoperto grazie all’istituto alberghiero A.Saffi, che col museo ha siglato una convenzione perché i propri studenti dell’accoglienza possano prestarvi servizio nel corso dell’anno scolastico, facendo da guida ai visitatori.

Non solo laboratori ed esercitazioni nelle aule quindi per questi ragazzi ma esperienze reali, che li vedono misurarsi con la vocazione turistica di una città che gli conferisce fiducia, li premia (è recente anche il conferimento del titolo di ambasciatori ad opera di FAI) e li coinvolge volentieri (gli albergatori collaborano tanto con la scuola e accolgono ragazzi che spesso arrivano ad assumere).
Da quattro anni poi, grazie a una felice idea della prof.ssa Marisa Cancilleri (docente tecnico/pratico di Laboratorio di accoglienza /promozione turistica) ha preso forma una rassegna estiva, Cene e Cenacolo, che contempla per quattro venerdì consecutivi -da metà giugno a metà luglio- l’apertura straordinaria al pubblico in orario serale del museo. Ad accompagnare i visitatori in un percorso descrittivo gli studenti del terzo anno di Accoglienza Turistica.

Colpisce questo museo per come è tenuto e per la bellezza dei dipinti, enormi, che espone (opere di Pontormo, Franciabigio, Raffaellino del Garbo, Giuliano Bugiardini, Giovanni Antonio Sogliani e Bachiacca). Più di tutto però a rapire è l’affresco del Cenacolo (del 1520/25) su un’intera parete, l’opera più importante di Andrea del Sarto: un’espressione di novità rispetto ad altri cenacoli di monasteri fiorentini, persino nell’utilizzo dei colori. Una delle pochissime opere sopravvissute all’assedio di Firenze perché pare che abbia ammaliato gli stessi soldati.

A coronamento di ciascuna visita guidata è stata pensata una cena conviviale – che vede il coinvolgimento degli studenti di Sala, Cucina e Pasticceria del triennio – piacevolmente animata da incursioni di danza o musicali.
L’iniziativa risulta particolarmente gradita, le serate raggiungono sempre il pieno (e pure ci sarebbero altre richieste). Una piacevole abitudine si è insinuata in questa zona di Firenze che assume i tratti del quartiere.

Ogni anno, da quattro anni, c’è aspettativa che Cene e Cenacolo ritorni. Gli studenti, pur avendo già terminato la scuola, scelgono di esserci, i professori e la dirigente scolastica Francesca Lascialfari in prima persona garantiscono la loro presenza.
Ritorna quell’esclamazione che i ragazzi si sentono rivolgere quando dicono la loro provenienza “Ah, ma sei del Saffi!”. A Firenze capita questo.

Simona Vitali



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