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Adelaide, novità très chic della Capitale

Roma e il fascino della città eterna non scompaiono sotto il velo dell’attualità che deforma la storia e annulla la classe trasformandola in indifferenza. A Roma restano angoli di puro charme, luoghi dove ci si trova immersi nei fasti mai annebbiati dell’antica nobiltà e delle ricchezze – materiali o intellettuali – per godere il piacere puro dell’ospitalità e dell’accoglienza.

Uno di questi si chiama Adelaide e già il nome fa squillare un campanellino in testa, un ricordo che riporta a giorni andati e mai dimenticati. Adelaide è un ristorante, ma non uno qualunque.

È un salotto buono, uno spazio tutto da vivere racchiuso all’interno di un palazzo tra i più belli e storici di Roma, Palazzo Borghese.

Qui, sorge l’Hotel Vilòn, 5 stelle lusso membro della Small Luxury Hotel of the World, 18 camere e suite, in cui il fascino e l’emozione di una Roma aristocratica si fanno elegante quotidianità, e siamo in un’ala dell’imponente Palazzo Borghese, considerato per la sua architettura una delle “quattro meraviglie di Roma”.

Set tables for dinner in the patio of Hotel Vilòn in Rome

Al suo interno il Ristorante Adelaide, sala da pranzo très chic, una cucina che ha stile, personalità e molta gioia.

Questa ala, conosciuta come la “casa annessa al Palazzo Borghese”, diviene nel 1841 per volere della Principessa Adelaide Borghese de la Roche Foucauld, moglie del Principe Scipione Borghese, donna d’indole colta e generosa, Prima Scuola per Fanciulle Povere e affidata alle monache francesi Figlie della Croce. È un omaggio a lei il nome scelto per il ristorante dell’Hotel Vilòn, Adelaide. Un tributo alla grazia e all’accoglienza nel segno di un’eleganza senza tempo.

Una cucina che regala gioiosità quella di Adelaide, che ha calore, sapore e colore.

Colore anche nella mise en place grazie ai contrasti cromatici e alle fantasie delle stoviglie della Manifattura Ginori e alle porcellane di gusto orientale sui bei tavoli dai piani smaltati che fanno di Adelaide la sala da pranzo più chic della città.

Un’accoglienza molto personale, una convivialità riservata, un servizio pieno di attenzioni e mai troppo formale, un lusso sottovoce, discreto fatto di dettagli e cura ai quali è molto attento Toni Rosetti, il Maitre.

Ma veniamo alla cucina e al suo chef, Gabriele Muro, nato sull’isola di Procida 35 anni fa, romano di adozione per lavoro. Gabriele ha verso il cibo e la cultura della tavola quell’amore e quella passione che poteva avere il cuoco di una famiglia aristocratica d’altri tempi.È la novità che Roma non aveva, è il “cuoco di casa”, di una grande casa, quasi in un’accezione d’altri tempi.

Nel menu di Adelaide i piatti hanno quel gusto contemporaneo che soddisfa nella sua classicità come il Fish&Cheap, Storia di un Pesce Povero, mantecato di pesce azzurro, cipster, pak-choi e prezzemolo; come Capriccio d’Estate, Linguine di Gragnano mantecate ai ricci di mare, carpaccio di pezzogna, menta, capperi e limone candito, aglio, olio, baccalà sfogliato, mollica di pane e polvere di prezzemolo o Un Pizzico di Roma, Plin ripieni di vitello alla Fornarina e spuma di patate. Emblematico ll Vizio del Marinaio, sandwich di spigola, scarola ripassata, lattuga di mare e caviale. O la Triglia Evergreen, piatto di grande soddisfazione adagiata su una vignarola e aglio nero. E poi la carta dei dolci, a cura del giovane chef pâtissier Andrea De Benedetto.

Ma quello che affascina il cliente, mentre assapora le delizie della cucina, è soprattutto l’ambiente, quaranta posti a sedere tra interno e patio, tra felci e filodendri, l’ambiente giusto da riservare tutto per sé e sentirsi a casa eppure ospite privilegiato. Perché questa è Roma e questo è Adelaide, il salotto chic, a place to be.

Marina Caccialanza

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