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Al Tamburino Sardo di Custoza per scoprire l’accoglienza

“Il complimento più bello, che si replica nel corso degli anni, è quando il cliente mi dice che ha mangiato molto bene e stanotte dormirà altrettanto bene” confessa la signora Adriana, nella cucina del Tamburino Sardo dal 1979, ma cuoca dall’età di nove anni quando, ricorda, “preparavo la polenta per la mia famiglia che tornava dai campi”.

Il Tamburino Sardo, gestito dalla famiglia Predomo, si trova a Custoza, esattamente nel luogo in cui si svolse la storia raccontata da De Amicis nel libro Cuore ma, a differenza di quel che si potrebbe pensare, non basa la sua fama sul richiamo turistico del luogo ma su una solida idea di cucina che, anno dopo anno, ha portato il ristorante ad essere il punto di riferimento di chi vuole mangiare bene, pagare il giusto, trovare benessere e dormire bene dopo la cena. Condizione, quest’ultima, che rappresenta davvero una cartina i tornasole della qualità.
Del resto basta dare un’occhiata a Tripadvisor per scoprire che su 26 recensioni non se ne trova una negativa. Ottimo posto; tutto buonissimo!; mangiare bene all’aria di collina; un cliente veramente conquistato; una bellissima esperienza; Fantastic restaurant, fantastic view. One of the best in Northern Italy, sono solo alcuni tra i giudizi raccolti. Tutto vero, tra l’altro!

In sala Franco Predomo coordina un gruppo di camerieri che trasmettono il piacere di lavorare lì: competenti, gentili e discreti. Il patron è anche presidente dell’Associazione Ristoratori del Custoza, nata con l’obiettivo di promuovere nei ristoranti le produzioni locali e il territorio, vino in testa protagonista a settembre del ‘Gran Galà del vino Custoza DOC’. In cucina la signora Adriana e la moglie di Franco, che praticano una cucina semplice: “facciamo a volte persino fatica a usare il pepe – confidano le due cuoche – tanto buone sono le materie prime che utilizziamo”. Tra i piatti in menu grande spazio occupano le carni, rigorosamente di razza Limousine, con cotture di ogni tipo, dalla griglia alla brace. Ma un piatto non manca mai: le fettuccine alla selvaggina, con un insieme di fagiano, lepre e anitra.

Consigliato in ogni stagione grazie ad un panorama mozzafiato che si gode dalle ampie vetrate fino ai campanili di Verona. Chi ha passione per la storia non può che lasciar libera la fantasia e immaginare il tamburino sardo correre tra i declivi per portare il messaggio d’aiuto che lo renderà eroe.  Chi invece ha passione per le storie contemporanee basta che si metta nelle mani degli abitanti del luogo, veri campioni di accoglienza!

Luigi Franchi

 

Ristorante Tamburino Sardo
Stradella del Tamburino Sardo, 18
Custoza di Sommacampagna (Verona)
Tel. 045 516217
www.tamburinosardo.it

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