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Alessandro Dalmasso eletto miglior pasticcere 2011

L'8 novembre è stato proclamato a Parma come miglior pasticcere dell'anno Alessandro Dalmasso. Giovane piemontese, figlior d'arte, ha fatto del lavoro sodo e della preparazione i suoi principi più saldi.

dalmasso-pasticciere-annoBellezza e lussuria ai tempi della crisi. Per poche magnifiche ore i Maestri Pasticceri italiani hanno fatto dimenticare i pensieri cupi che ci gravano addosso dovuti a crisi, instabilità politica ed economica, preoccupazione e paura per lo stato fisico del Paese.
Lo hanno fatto allestendo il 18° Simposio Pubblico della loro associazione (Accademia Maestri Pasticceri Italiani) in una delle più belle città italiane, nel teatro della città abitualmente tempio della lirica: il Regio di Parma. In questa sede, martedì 8 novembre, 43 maestri pasticceri hanno interpretato la lirica con le loro composizioni dolciarie coniugando estetica e bontà; ingredienti che, secondo Gino Fabbri presidente dell’associazione, devono viaggiare alla pari.
Nel foyer e nelle sale del teatro si ripeteva all’infinito il gesto rituale del piacere che regala un dolce: quel racchiudere leggero tra due dita il bignè, portarlo alla bocca trattenendo a stento la lussuria, chiudere gli occhi mentre si scioglie in bocca la crema o il cioccolato, assaporare ogni particella della composizione dolciaria e, nel contempo, perdonarsi tutto ma proprio tutto.
Anche l’atmosfera che genera ogni competizione era diversa, i volti dei maestri pasticceri sono sereni, si regalano in giro molti sorrisi tra di loro e verso il pubblico: “E’ sana, la nostra competizione è sana. Tra di noi c’è la consapevolezza che solo con la condivisione si fanno passi avanti. Alla fine di ogni concorso non c’è pasticceere che non sia felice della vittoria del collega, sinceramente felice” rimarca Fabbri.
E allora raccontiamola questa competizione. Il Simposio Pubblico dell’Accademia è itinerante, ogni anno una città diversa: quest’anno è toccato a Luca Ori, pasticcere accademico di Parma, fare gli onori di casa per la sua città. In tre giorni i 43 pasticceeri, con i loro collaboratori, si sono confrontati sul tema tecnico deciso per il Simposio: bignè e tiramisu.
Due dolci di tradizione: il primo, con origini francesi fin dal nome. Il termine deriva dl francese beignet, a sua volta discendente da una parola celtica che sta a significare “gonfiore”.
Il tiramisu invece ha una storia tutta italiana: creato in Veneto pare che abbia origini da una tenutaria che preparava il dolce per i suoi clienti, allo scopo di infondergli vigore. Altre fonti lo fanno risalire alla necessità di compensare la denutrizione dei bambini nel periodo post-bellico.
Attorno ai due dolci si è sviluppato il concorso vinto dal torinese Fabrizio Galla, Maestro Pasticcere di San Sebastiano Po, per l’eccellenza nel bignè. Mentre il massimo riconoscimento per l’interpretazione del tiramisu è andata al più famoso pasticciere d’Italia: il Maestro Pasticcere Iginio Massari di Brescia, fondatore dell’Accademia.
Poi, dopo una strepitosa esibizione del Coro del Teatro Regio, è stata la volta dei riconoscimenti internazionali – con il diploma d’onore a Pierre Hermé, il padre dei macaron, premiato per qualità dolciaria eccellente, studiata e condivisa – e degli attestati alle aziende che hanno aiutato la pasticceria italiana a crescere: medaglia d’oro alla ditta Bravo per la costante ricerca e per l’innovazione tecnologica e al marchio Besozzi Oro per l’eccellenza e l’alta qualità espressa nella Farina Antica Tradizione Lievitati.
Infine il conduttore della serata, il Tinto del duo Fede & Tinto di Decanter ha annunciato “the winner is… Alessandro Dalmasso Pasticcere dell’Anno”. Il premio, ambitissimo, è associato, come di consueto, al Trofeo Pavoni, l’azienda leader nella produzione di accessori da cucina e stampi da cottura, ed è stato consegnato dal presidente Fabbri e dalla signora Pavoni.
Giovane, sincero, emozionato Alessandro Dalmasso, pasticcere figlio d’arte che ha aperto, giovanissimo, la sua pasticceria ad Avigliana, in provincia di Torino, ha richiamato “i principi di umiltà, rigore e perseveranza che questo mestiere richiede.”
Questi sono i Maestri Pasticceri Italiani, un esempio da seguire! E per chi non ha potuto esserci un suggerimento: vada a cercare bellezza e lussuria in una delle loro 52 pasticcerie in giro per l’Italia.

Luigi Franchi

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