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Bar in crisi, non per Mc Donald’s

In un momento come questo dove i bar stanno chiudendo e neppure quelli gestiti da cinesi riescono a passarsela tanto bene, sarebbe interessante sapere quale piano strategico ha convinto il management di Mc Donald’s a lanciarsi nel business delle prime colazioni. In una nota diramata di recente dal colosso di fast food, si annuncia che in 300 dei loro oltre 460 locali presenti sul territorio nazionale verranno proposte ai clienti anche le prime colazioni.
Non solo caffè, cappuccino, brioche e muffin, ma yogurt, frutta, pane assortito con burro e marmellata, uova e pancetta, pancake con vari sciroppi, bagel salati e ci fermiamo qui, giusto per dare l’idea di come intendono quelli di Mc Donald’s proporre la prima colazione al cliente italiano.

La regina mondiale del food a stelle e strisce non ha esitato a lanciarsi nel nuovo business e quando si muove lo fa sul serio e proprio nel Paese dove la prima colazione al bar ha ancora percentuali tra le più alte in Europa.
Eppure se si guardassero i numeri del mercato l’analisi da farsi sarebbe più complessa. Secondo i dati Confcommercio ultimi disponibili, dal saldo netto tra cessate attività e nuove aperture risulta che in Italia i bar sono per la prima volta in diminuzione. A fine 2012 erano poco più di 146.000, con un calo netto del 2%. Pure i dati delle prime colazioni consumate fuori casa sono in forte e costante calo almeno da due anni a questa parte, provocando una inversione di tendenza al momento inarrestabile.
E non è d’altra parte nemmeno così complicato immaginarsi il perché. La crisi dei consumi, il costo delle gestioni e se ci mettiamo che l’Italia è tra i paesi con la più alta percentuale di bar per numero di abitanti: chiunque sarebbe legittimato a pensare che se qualche pubblico esercizio abbassa la saracinesca e nessuno la riapre, come succedeva in passato, non è in fondo gran male. Ci si passa la notizia che pure i cinesi abbiano calato l’interesse verso i bar dopo essersi accorti delle difficoltà nel gestire locali “low cost” ma anche tanto “low profile”.

Allora vi è da chiedersi, ma perché Mc Donald’s e Mc Drive si propongono con le colazioni e lo fanno proprio in un momento di mercato quando nessun dato darebbe loro ragione? E’ vero che non devono aprire nuovi locali e costi di struttura non ne hanno, ma si tratta pur sempre di un nuovo business con tutte le difficoltà e i costi gestionali correlati.
Proviamo a darci una risposta anche se non abbiamo letto il piano strategico. I numeri di contabilità generale, quelli per intenderci del mercato, possono pure essere negativi, ma sul territorio e nelle prossimità ove operano questi fast food di consumi da intercettare ce ne sono anche in momenti di crisi. Con molta probabilità e questo è un nostro parere, è la prima colazione standard per chi oggi ha difficoltà ad arrivare alla fine del mese ad essere in forte calo, ma chi ancora riesce a consumarsela fuori casa sta cercando non più brioche e cappuccino, ma molto di più e senza spendere tanto di più.
Esattamente coma si stanno proponendo in Mc Donald’s.

Roberto Martinelli

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