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Batterio killer: tra le vittime anche l’economia

francisco-sosa-wagnerSi riparte da zero. Dopo la bocciatura della prima ipotesi di contaminazione dei cetrioli spagnoli, sfuma anche la seconda che vedeva inquisiti i germogli di soia di un’azienda agricola tedesca. Nel frattempo il batterio si sta diffondendo, portando così a 25 il numero totale dei decessi nel Vecchio Continente e spunta il primo caso sospetto anche fuori dai confini europei, cioè in Canada.
Con la diffusione del batterio, aumentano le critiche rivolte al governo tedesco per la gestione del tutto irrazionale della crisi sanitaria e cresce la psicosi per il rincorrersi di falsi allarmi in tutta Europa che, secondo  Eurobarometro ha colpito un cittadino europeo su tre, inducendolo a  cambiare la propria dieta.
A Strasburgo il del deputato spagnolo Francisco Sosa Wagner (UPyD) si è presentato in aula con un cetriolo per protestare e richiedere un risarcimento per i coltivatori dell’ortaggio.
In Italia, il bilancio delle perdite subite dall’agricoltura  ammonta a circa 100 milioni di euro, mentre in Europa si parla di oltre 417 milioni.
Il commissario europeo all’agricoltura Dacian Ciolos propone di mettere a disposizione un importo totale di 150 milioni di euro per i prodotti interessati dalla crisi (cetrioli, pomodoro, lattuga e insalata, zucchine e peperoni) che andrebbero a finanziare solo il 30 per cento della perdita di mercato subita dai produttori, tramite ritiri del prodotto per il periodo che va dal 26 maggio sino alla fine di giugno. Dopo la discussione nel Consiglio dei Ministri dell’Agricoltura la proposta – conclude la Coldiretti – sarà discussa al Comitato di gestione con il voto previsto per la prossima settimana.
E dopo gli agricoltori spagnoli, adesso scendono in piazza anche quelli italiani con manifestazioni da Milano a Latina. A Fondi, in particolare, davanti all’ ingresso del più grande mercato ortofrutticolo italiano (Mof), sono stati distribuiti direttamente ai consumatori i prodotti ortofrutticoli invenduti a causa della psicosi che coinvolge 300mila imprese ortofrutticole nazionali che garantiscono proprio in questa stagione lavoro per 50 milioni di giornate. Per la Coldiretti sono stati già persi 100 milioni.
A Strasburgo il del deputato spagnolo Francisco Sosa Wagner (UPyD) si è presentato in aula con un cetriolo per protestare e richiedere un risarcimento per i coltivatori dell’ortaggio.
Il dirigente di ricerca all’Istituto di Scienze dell’ Alimentazione del Cnr di Avellino,  Antonio Malorni, che di batteri alimentari si occupa da una vita, premettendo che ci troviamo ancora nel campo delle ipotesi, “nella storia delle contaminazioni alimentari con E. coli O157:H7 (batterio simile a quello di oggi, virulento quasi quanto il ceppo attuale, ndr.), l’origine è stata sempre da carne e derivati”. Due sole le eccezioni, chiarisce l’esperto, si sono verificate: un caso di contaminazione causata dall’acqua non ben clorata, negli Stati Uniti tra la fine del 1989 e l’inizio del 1990, e un caso originato da germogli di ravanello bianco, episodio che avvenne in Giappone nel 1996 e provocò 8.576 intossicati, 106 casi di Seu e 3 decessi.
Del resto, la contaminazione da animale è quella che richiede meno passaggi, dunque l’ipotesi più logica è che i batteri E. coli presenti nella flora batterica intestinale, dalle feci finiscano nel concime e di qui nella terra, a contatto con i prodotti vegetali. “Nella storia delle contaminazioni  – spiega Malorni – 8 su dieci sono avvenute così”. Malorni, non esclude nemmeno l’ipotesi che il batterio possa essere stato creato in laboratorio, e successivamente “fuggito”.

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