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Birre estreme dall’America alla conquista dell’Italia

birre-estreme-conquista-italiaNome e cognome: Birre estreme

Residenza: birrifici artigianali
Cittadinanza: americana
Caratteristiche: superalcoliche
Statura: doppio, triplo malto o anche di più
Segni particolari: utilizzano materie prime inconsuete come cioccolato, chicchi di caffè, cicoria, zucche.

Sono più costose rispetto alle birre tradizionali, paragonabili ai cru francesi, ma  nonostante questo, stanno conquistando i giovani americani.

Pionere è stato un italo-americano di nome Sam Salagione, che nel 1995 ha creato la Dogfish Head Craft Brewery, una fabbrica di birra artigianale nel Delaware, uno degli Stati Uniti.
È considerato il guru della produzione artigianale e la sua birreria va fortissimo, con 25 milioni di bottiglie l’anno, vendute a 16-18 dollari al litro.
Anche in Italia nomi come Imperial Stout, Imperial Porter, Double Imperial Porter, Double IPA, Triple APA, la 120 Minutes IPA, la Utopia, la Ruinator hanno da tempo invaso anche i pub italiani in bottiglia e anche alla spina.
In Italia vi è la Panil Divina di Torrechiara, prodotta in Emilia Romagna e fatta fermentare naturalmente sul furgone di casa. È l’unica birra italiana a fermentazione spontanea, estrema, acida ed è definita tra le migliori d’Italia. L’ultima e definitiva versione è fatta maturare tre mesi in fusto di rovere ed è assimilabile ai Lambic belgi, anche se con una acidità solitamente inferiore, è una birra chiara prodotta esclusivamente con malto pilsen di gradazione alcolica 5,5%.
Assolutamente imperdibile.

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