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Bologna. Arriva la pizza dell’ “Antica Pizzeria da Michele”

Bologna è pronta ad accogliere l’ originale pizza napoletana, per certi versi la più autentica, in quanto legata al centro storico partenopeo dove la tradizione vuole che la pizza sia “a ruota di carro” ovvero così grande da uscire fuori dai bordi del piatto.

E’ ufficiale l’ arrivo in città dell’ “Antica pizzeria da Michele a Forcella”, apertura data entro i primi 15 giorni di ottobre: “Ma noi puntiamo ad aprire entro il 10 “– ci dice Alessandro Condurro, erede della dinastia di pizzaioli che da oltre 100 anni serve la pizza in uno dei quartieri più caratteristici di Napoli – “Saremo in Piazza San Martino, nel centro storico, con un format di 80/90 coperti, il forno del maestro di forni napoletani artigianali Stefano Ferrara con le ceramiche di Vietri. Ogni pizzeria che abbiamo aperto è diversa da un’ altra per conservare l’ unicità della “Casa madre” a Forcella; la pizzeria di Bologna sarà simile a quella di Firenze per l’ impostazione: pareti grezze e tavoli minimal. In ogni città tendiamo ad adattarci al luogo quindi ogni pizzeria è diversa ma esaltiamo il prodotto, che invece è sempre uguale, con gli stessi ingredienti e lavorazione”.

Alessandro Condurro, 46 anni, discende dalla famiglia che ha legato la propria storia alla pizza fin dal 1870; poi nel 1906 l’ avo Michele diede vita alla tradizione familiare aprendo la prima pizzeria, mentre i successori si impegnarono a mantenerla viva fino a farla diventare un vero e proprio riferimento per tutti i napoletani. Nel 1930 la scelta di stabilirsi nel quartiere Forcella, nella Napoli vecchia, contribuì ad alimentarne il mito e a legare ancor di più la storia di famiglia a quella della pizza, quasi un binomio inscindibile. Ancora oggi “Da Michele” rappresenta una certezza, una fama che conoscono bene i turisti in città che sin dalle 11 del mattino si mettono in fila per accaparrarsi un posto ai tavoli, che negli anni hanno visto passare tantissim volti noti dal cinema alla politica allo sport. Il tratto distintivo che ha contribuito a fare “Da Michele” la pizzeria più famosa di Napoli è stata la scelta di fare solo due pizze, Margherita e Marinara, legandosi così strettamente alla tradizione.

Alessandro era già avviato ad una carriera da  commercialista ma poi è stato quasi inevitabilmente coinvolto da questo legame e ha visto nella pizzeria un vero e proprio stile, unico e riconoscibile, da poter esportare come sinonimo di tradizione e qualità.

Alessandro Condurro

Alessandro come è trovarsi a gestire una lunga attività di famiglia che è anche legata a uno dei simboli di Napoli del mondo?

“Io ci sono nato e per me è stata una cosa naturale occuparmi della pizzeria; naturalmente ho studiato e ho avviato un mio studio commercialistico. Quando si è sviluppato il progetto “Michele in the World”, che avevo pensato sin dai tempi dell’ Università, ho dovuto occuparmi sempre più della pizzeria e dei progetti che la vedevano al centro. Da un lato mantengo il mio studio e da un altro ho dovuto impiantare una struttura più solida per gestire i progetti: team legale, ufficio comunicazione. Oggi siamo in 10 collaboratori fissi”.

Pizzeria storica “Da Michele” a Napoli

L’ apertura del punto vendita bolognese, infatti, rappresenta una delle tappe del progetto “Michele in the World” che dal 2012 ha coinvolto la famiglia Condurro e altri partners nell’ apertura di 11 punti vendita nel mondo: partiti da Tokyo sono poi approdati a Los Angeles, Barcellona, Londra, Firenze, Verona, Milano, Dubai, Fukuoka, due punti vendita a Roma, portando sempre la stessa filosofia che ha contraddistinto la storica pizzeria di Forcella ma solo leggermente ampliata: oltre a margherita e marinara ci saranno anche la “Cosacca”(pomodoro e pecorino), il calzone e la “Napoli” (pomodoro, mozzarella, alici).

Una scelta, quella di attenersi alle varietà di pizza originarie, sempre difesa, con la brillante loquacità che lo contraddistingue, dallo stesso Condurro che non ha mai voluto omologarsi alle tendenze gourmet degli ultimi anni. Il perché ce lo ha spiegato direttamente lui: “Non sono contrario in assoluto alla pizza gourmet, ma non fa parte della storia della mia famiglia e del progetto che porto avanti. Mi capita di andare a trovare dei colleghi che fanno pizza gourmet e la mangio volentieri. Spesso sono stato preso di mira perchè noi siamo rimasti fedeli al nostro modo di fare la pizza, artigianale ma senza sentirsi scienziati: crediamo che i nostri prodotti vadano bene per il tipo di pizza che vogliamo fare e alcuni di essi sono diventati compagni d’ avventura nelle imprese all’ estero che stiamo portando avanti. Per noi la pizza è semplicità: pomodoro, fiordilatte di Agerola senza che i sapori si accavallino. Sono anche sostenitore dell’ olio di semi che sulla nostra pizza va bene perché deve solo “lubrificarla” senza aggiungere sapore; ma sono d’ accordo sul fatto che altri utilizzino l’ olio evo su altri generi di pizza che hanno bisogno di un sostegno ai sapori. Noi abbiamo anche uno stile specifico che si inserisce nell’ ambito di una pausa veloce: a Napoli lo scontrino medio è di 7€, una pizza e una birra, il tempo di mangiarle e si va via perché ovviamente per quel prezzo non c’ è un servizio di sala”.

Ci parli di “Michele in the World”?

Michele in the World” è nato come concessionario d’ immagine della pizzeria da Michele che stipula contratti di  co-brading con altre eccellenze campane. Nel 2011 un giapponese venne in pizzeria e mi propose di aprire in Giappone: lui era già titolare di parecchie attività importanti e di successo nel settore food, così accettai e diventammo partner. Da allora il progetto si è sviluppato con altre aperture in cui sono coinvolti altri partner che conosco personalmente, per cui oltre al lavoro c’ è anche un rapporto di conoscenza e stima. La lavorazione dell’ impasto è uguale ed artigianale in tutte le pizzerie e proprio per mantenere il livello di qualità ci fermeremo arrivati ad un certo punto ma in programma c’ è già la prossima apertura in Giappone, prevista a breve”.

Bologna, città ormai importante per la pizza con la presenza di pizzerie come Berberè, Fiore Mio, Pummà e Mozzabella, ora è pronta ad accogliere l’ originale pizza napoletana e, dai riscontri sui social, pare che il pubblico sia già trepidante. L’ apertura della pizzeria a Bologna va a movimentare un centro storico già notevolmente affollato di punti di ristoro, anche se finora agli importanti contributi dati da alcune pizzerie al filone innovativo non si era mai contrapposta una decisa controparte “tradizionale”.

Manuela Di Luccio

Antica Pizzeria Da Michele

Piazza S. Martino 3B –Bologna

Sede storica: Via Cesare Sersale – Napoli.

www.damichele.net

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