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Boom di vendite in Estremo Oriente delle macchine per espresso

estremo-oriente-caffeLe macchine per caffé italiane vanno forte all’estero. Secondo i dati diffusi da Anima – Ucimac il mercato generale delle vendite nel 2010 è cresciuto rispetto al 2009 con un +16,4%, per un totale di quasi 112.000 pezzi.
E tre macchine su quattro vanno all’estero.
Continua quindi la diffusione dell’espresso nel mondo, con i produttori italiani di macchine per caffé.
Secondo l’elaborazione dei dati effettuata dall’Istituto Nazionale Espresso Italiano, l’Europa si conferma come principale sbocco del mercato (55% delle macchine vendute all’estero nel 2010), ma un forte incremento si registra nel mondo, in particolare verso l’Estremo Oriente (Cina, Giappone, Corea e paesi della regione). L’Estremo Oriente ha segnato un +86% in volume e un +81% in valore rispetto alle sue stesse vendite dell’anno precedente, mentre il resto dell’Asia ha segnato +73% in volume e +75% in valore.
In base alle statistiche delle associazioni nazionali di categoria del caffè e the (All Japan coffee association e Ajca e Nihoncha Association) in Giappone i consumi di tè, sarebbero stati superati da quelli di caffé espresso, caffé istantaneo, cappuccino e altri derivati alla caffeina.
Crescono le vendite anche il Nord America, con Stati Uniti e Canada in pole position a conferma che l’espresso ha ormai raggiunto una notorietà e un apprezzamento globali, come ha commentato Gianluigi Sora, presidente dell’Istituto Nazionale Espresso Italiano.
“La stragrande maggioranza della nostre macchine per caffé è destinata all’estero e lo sarà sempre di più, basti considerare la crescita tumultuosa di Asia e Nord America” – prosegue Sora –
”L’espresso italiano è in questo mercato globale un modo specifico di bere l’espresso.
Da parte dell’Istituto Nazionale Espresso Italiano la tutela è quindi duplice. Continuare a migliorare la qualità del prodotto sul mercato italiano e nel contempo divulgare all’estero una maggiore cultura del nostro espresso a supporto dei nostri torrefattori che stanno impegnando sempre maggiori risorse nell’esportazione”.



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