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Bottura, 24 chef e quelli che fanno le cose “Al mèni”

Ma che cos’è questo lampo di felicità che mi fa tremare e mi ridà forza, vita? Si chiede Guido Anselmi/Marcello Mastroianni ad un certo punto di 8 ½. Era il 1963 quando Federico Fellini mise in scena il grande affresco della vita con la sua bellezza, le sue contraddizioni e i suoi equilibrismi.

Oggi, o meglio, il 21 e 22 giugno con un ideale passaggio di consegne sarà Massimo Bottura, fresco del suo White Guide Global Gastronomy Award 2014, a dirigere i giochi del circo dei sapori “Al méni”, un evento unico nel suo genere ispirato proprio al capolavoro felliniano e al circo tanto caro al regista.

Al Mèni nel dialetto di Tonino Guerra significa “le cose fatte con le mani” e con il cuore, si aggiunga: a mettere in atto sotto a un grande tendone da circo allestito in Piazzale Fellini, davanti al Grand Hotel, saranno 24 grandi chef della cucina mondiale, 12 emiliano-romagnoli e 12 stranieri, sotto la regia del Maestro Bottura.

“Al Méni – ha commentato il Sindaco di Rimini Andrea Gnassi – è il primo evento che intende valorizzare il meglio delle nostre espressioni produttive e gastronomiche. Vogliamo dare visibilità a prodotti generati da un inimitabile DNA antropologico di una terra con l’anima, con i suoi tratti riconoscibili che hanno un valore strategico non solo per noi ma per l’Italia e il mondo intero. Un incalcolabile patrimonio di bellezza che ha la sua forza nei cuori e nelle mani speciali che continuamente lo alimentano”.
“Ho cercato di rappresentare la via Emilia – dice Massimo Bottura – con un piatto fatto con un elemento unico che ti racconta il territorio: il Parmigiano Reggiano. Il simbolo del tempo che scorre lentamente e della grandezza degli artigiani, le mani dei casari che trasformano 500 litri di latte crudo, dentro a 40 kg di forma. A Rimini gli chef applicheranno la loro tecnica e la loro personalità a servizio di questa magnifica materia prima che ogni giorno viene prodotta da grandi contadini per raccontare e interpretare la grandezza del territorio”.
Alta gastronomia e tradizione volteggeranno dunque in equilibrio tra poesia e artigianalità: dalle 9 a mezzanotte per due giorni i 24 chef interpreteranno i prodotti del territorio per raccontarne l’unicità e la raffinatezza nei 1500 mq del Circo dei Sapori. Accanto ad esso, sarà allestito un mercato dei prodotti tipici locali e un lab store con il meglio dell’artigianato creativo targato ‘Matrioska’.
Domenica 22 giugno inoltre, da non perdere il déjeuner sur l’herbe ne giardini del Gran Hotel, un pic nic dal gusto retrò chic.

Ad inaugurare l’evento, sabato 21 giugno alle ore 11,30, due pasionari del gusto, le personalità che più hanno contribuito al rinascimento della cucina italiana nel mondo, Oscar Farinetti, patron di Eataly, e Massimo Bottura che, assieme al Sindaco di Rimini Andrea Gnassi, daranno il via ufficiale alla kermesse.
Riflettori puntati sugli show cooking con gli chef stellati. Come lo chef Virgilio Martinez da Lima che, con il suo Central Restaurant, è al 15esimo posto nella lista dei 50 migliori del mondo. Da Parigi ci sarà il giovane chef  di Alghero Simone Tondo che, con il suo bistrot di soli 24 coperti, “Le Roseval”, è stato eletto ‘meilleure table de l’année 2013’ dalla guida Le Fooding. E ancora Cristian Puglisi chef di Relae a Copenhagen, appena inserito dal Wall Street Journal nella lista dei dieci chef emergenti d’Europa under 30, è il numero 53 della lista dei migliori chef al mondo, una stella Michelin. E ancora David Jesus sous chef di Belcanto a Lisbona, premiato Chef de L’Avenir the most promising chef of the year dall’Accademia internazionale di gastronomia. Con loro Dario Puglia, Sven Wassmer, Ricardo Chaneton, Matt Orlando, Matthieu Rostain-Tayard, Leandro Carreira, Tomas Kavcic che, da tutto il mondo, incontreranno a Rimini i migliori chef dell’Emilia Romagna, dallo stellato Paolo Raschi all’unica chef donna della kermesse Isa Mazzocchi, da Alberto Faccani a Riccardo Agostini, da Claudio Cesena a Piergiorgio Parini che con la sua Osteria del Povero Diavolo è tra i primi 10 ristoranti d’Italia nella guida de L’Espresso, da Piero di Diego a Silver Succi, da Fabrizio Mantovani a Max Mascia l’erede della 40ennale tradizione del San Domenico di Imola, da Max Poggi al giapponese Takahiko Kondo, Sous chef dell’Osteria Francescana di Modena.

La manifestazione è ideata dal Comune di Rimini, in collaborazione con Massimo Bottura, CheftoChef emiliaromagnacuohi e Slow Food Emilia-Romagna. Tra i numerosi partner: Regione Emilia-Romagna,  Apt Servizi Emilia Romagna, Progetto Postrivoro, Rimini Street Food, Strada dei vini e dei sapori di Rimini e di Forlì e Cesena, MatrioskaLabStore e con il sostegno degli sponsor Electrolux, Consorzio della mortadella, Piacere Modena, Hera, RiminiFiera, Carpigiani.

“È una festa la vita, viviamola insieme” ci ricorda Anselmi/Mastroanni/Fellini… ma a dirlo potrebbe essere, sicuramente, Bottura.

Alessandra Locatelli

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