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Bottura, Farinetti, Renzi: storie di coraggio.

In un tour sfrenato, Oscar Farinetti ha fatto tappa a Modena per presentare il suo nuovo libro “Storie di coraggio”. A fargli domande e a chiedergli curiosità non poteva che esserci Massimo Bottura, padrone di casa grande amico dell’autore e presto anche partner progettuale nel prossimo Eataly che verrà aperto in Turchia. Come ha spiegato lo stesso Bottura, l’Eataly che verrà prossimamente inaugurato a Istanbul, ci saranno nel menu “100 ricette della tradizione italiana vecchie e impolverate” come le ha definite, che lo chef personalmente andrà a riproporre e interpretare.

Ad affiancare lo chef  in questo battesimo modenese del  libro di Farinetti, un personaggio che di coraggio ne sa qualcosa, un politico diventato famoso perché voleva “rottamare” i colleghi, Matteo Renzi, chiamato per l’occasione a commentare il libro e a sostenere l’Oscar del momento.

Oscar Farinetti, imprenditore, uomo mediatico, istrione che con questo libro si sta scoprendo scrittore, anche se lui premette di non esserlo, presenta dodici storie frutto di incontri fatti con altrettanti imprenditori del vino. Perché il filo conduttore di tutto il volume è il vino e la passione comune che Farinetti  condivide con i  suoi intervistati, dalla quale nascono queste “storie di coraggio”. Il coraggio delle persone che hanno saputo mettersi in gioco e hanno dovuto superare non sempre momenti facili, come ammette, non senza un filo di commozione lo stesso Massimo Bottura, quando risponde al coraggio che ha avuto per aprire la Francescana a Modena. E lo chef a sorpresa ricorda non il coraggio ad aprire, ma il coraggio di non chiudere il ristorante quando agli inizi degli anni novanta gli avevano chiesto di trasferirsi a Londra e lui rinunciò perché ascoltò la moglie che lo incitò a non mollare per una questione di orgoglio e di perseveranza. La storia poi gli diede ragione, perché da lì a pochi mesi ricevette la prima stella.

Farinetti nel libro descrive i coraggi di personaggi del vino del calibro, solo per citarne alcuni, di Angelo Gaja, Piero Antinori, o di donne del vino come Teresa e Chiara Lungarotti, Josè Rallo di Donnafugata e ci scuseranno gli altri protagonisti non ricordati. Racconti scoperti e ascoltati come dice Farinetti davanti un buon bicchiere di vino, dove escono storie ricche e profonde di uomini e donne che hanno saputo mettersi in gioco e hanno creduto nel loro lavoro.
Storie personali molto belle, dice l’autore, di protagonisti che fanno capire che il coraggio da solo non basta, ma ci  vuole dell’altro. Ci  vuole capacità di analisi per vedere dentro le cose che si vogliono fare, occorre avere dei dubbi perché se non si hanno non si è curiosi. Bisogna avere dei valori, a cominciare dall’amicizia e dal rispetto. Possedere il senso dell’onestà ma allo stesso tempo bisogna essere furbi  e avere il senso dell’ottimismo. Quel sano senso dell’ottimismo che non è solo uno slogan, ma una convinzione mentale che tutte le “cose si possono risolvere”.

Un libro ricco di buoni, sani e utili principi che di questi tempi non fanno certamente male.

Roberto Martinelli

 

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