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Un brindisi speciale a San Valentino con Ala

san-valentino-ala-liquorvinoUn brindisi può significare molte cose. La gioia della condivisione, la celebrazione di un evento importante, il conformismo di un gesto scontato. O il desiderio di guardarsi negli occhi per fermare il tempo in quell’attimo, con quella, e solo con quella, persona: e un brindisi del genere non si può fare con un vino mediocre.
Ala, l’Antico Liquorvino Amarascato di Salaparuta, è la risposta, il partner ideale per rendere omaggio a quello speciale tipo di attrazione che rende sfocato tutto il resto. Perché Ala non è un vino qualsiasi: “L’Ala è un vino nato per amore. Un omaggio alle grazie e alla raffinatezza della moglie Sonia da parte del Duca Enrico, che creò per lei uno dei pochi vini al mondo capaci di abbinarsi al cioccolato” recita la retroetichetta.
Narra la leggenda che la duchessa Sonia de Ortusar, figlia dell’ambasciatore Cileno a Parigi e moglie del Duca Enrico di Salaparuta, non amasse i comuni piatti da portata e che anche per i menu di pranzo e cena prediligesse dolci francesi e cioccolatini. Da uomo devoto e innamorato, il Duca Enrico creò allora una bevanda speciale fatta su misura per lei, mettendo a punto un’antica ricetta che pare risalisse al tempo dei greci. Un vero pegno d’amore.
Ala nasce da selezionati vini rossi di forte tradizione siciliana, lungamente invecchiati in botti di rovere ed in seguito aromatizzati con un pregiato infuso di foglie marasca. Dal colore dell’Amore per eccellenza, rosso granato, ha un profumo intenso, etereo con netti sentori di marasca, ricordi di mandorla e sapore caldo, vellutato, fortemente aromatico.  Per non dare nulla per scontato, si consiglia di servirlo in un calice piccolo aperto e trasparente, abbinandolo con dolci al cioccolato e alla mandorla o con cioccolato fondente puro, da spezzare tra le mani.
La casa vinicola Duca di Salaparuta nasce nel 1824 per volere del fondatore Giuseppe Alliata, Principe di Villafranca e Duca di Salaparuta, grande intenditore di vini e uomo di cultura, che desidera creare un prodotto elegante da offrire agli illustri ospiti del suo palazzo, Villa Valguarnera. Per farlo, inizia a vinificare in proprio le uve Inzolia della sua fattoria Corvo di Casteldaccia: comincia così una grande storia di enologia italiana e mondiale, simbolo di autenticità, di legame con la propria terra, di profonda vocazione e di dedizione per il gusto. Oggi le cantine Duca di Salaparuta, Corvo e Florio hanno fuso i tre marchi stringendo tradizione e qualità, presentandosi al mercato mondiale quali icone di indiscussa eccellenza. Ora, trovato il vino perfetto, non resta che decidere con chi brindare.
Alessandra Locatelli
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