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I caldi record che incidono sui mercati agricoli

caldo recordSe in Italia abbiamo il record della temperatura elevata del mese di giugno, al terzo posto tra i più caldi da 210 anni facendo registrare un’anomalia di 2,57 gradi in più rispetto alla media, secondo Isac Cnr, negli Stati Uniti i record di temperature abbattuti sono stati, in giugno, oltre 3200.
Un effetto che, aggiunto alla siccità, è la causa che ha portato – secondo la Coldiretti http://www.coldiretti.it– ad una “revisione al ribasso di tutte le stime produttive mondiali con un raccolto complessivo di cereali stimato nel 2012 a 2370,17 milioni di tonnellate e quello di grano a 672,06 milioni di tonnellate, secondo il dipartimento dell’agricoltura statunitense (Usda). Si tratta di valori inferiori ai consumi previsti con la conseguente esigenza di ridurre gli stock immagazzinati. Una necessità che ha provocato un balzo nelle quotazioni mondiali delle materie prime agricole che fanno segnare quotazioni da record storico con aumenti che arrivano negli ultimi 30 giorni ad oltre il 40 per cento per il mais, al 30 per cento per il grano e sfiorano il 20 per cento per la soia, con consegne a settembre al Chicago Board of trade punto di riferimento del commercio internazionale delle commodities agricole”.

Alla FAO nei giorni scorsi si è tenuta una tavola rotonda sulla volatilità dei prezzi agricoli che ha messo in evidenza come “nonostante negli ultimi mesi la pressione sui prezzi alimentare si sia allentata, con tutta probabilità essi rimarranno sostenuti rispetto ai decenni precedenti e continueranno ad essere contraddistinti da un’alta volatilità. Per gli agricoltori la volatilità oltre a significare incertezza, scoraggia gli investimenti. C’è chi sostiene che la speculazione non abbia effetti, se non minimi, sui prezzi. Altri ritengono invece che sui mercati internazionali vi siano in atto grosse speculazioni sui prodotti alimentari”.

“Il mondo ha bisogno di analizzare con durezza la speculazione sui mercati finanziari e capire bene il potenziale impatto che essa può avere sulla volatilità dei prezzi alimentari – ha dichiarato il direttore Generale del l’Organizzazione delle Nazioni Unite per la fame e l’agricoltura, Fao, José Graziano da Silva – Molte analisi sono state fatte sulla volatilità dei prezzi alimentari, anche dalla Fao stessa, occorre, tuttavia, andare più a fondo, soprattutto per quanto riguarda gli effetti della speculazione.L’eccessiva volatilità dei prezzi alimentari, soprattutto la velocità con cui sono stati presenti sin dal 2007, ha un impatto negativo sui consumatori e i produttori poveri in tutto il mondo.”

Diventa dunque necessario alzare il livello di attenzione, anche nei comportamenti d’acquisto da parte del consumatore, ma anche de distributore e della ristorazione, scegliendo e premiando quelle aziende che si distinguono nel mondo per il loro stile virtuoso e sensibile.

Luigi Franchi

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