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Caltagirone: la Sicilia di Patti e Colonnetta al Ristorante Coria

Sono “figli” di Ciccio Sultano, chef e imprenditore che nella sua Ragusa è riuscito a far decollare la ristorazione su un modello aperto e contemporaneo.

Al ristorante “Duomo” di Ragusa si sono incontrati come colleghi, fraternizzando fino a decidere di aprire un ristorante insieme: sono Domenico Colonnetta e Francesco Patti del ristorante “Coria” a Caltagirone –Ct-.

I due chef dalle carriere brillanti, che non avrebbero fatto fatica a trovare un buon lavoro alle dipendenze di cucine importanti in contesti più centrali, hanno scelto di rimanere al Sud, nella Sicilia più interna, la Val di Noto, una terra magica fra arte, tradizioni millenarie e grandi eccellenze, ma che fatica ad affrancarsi dallo status di città di provincia.

Francesco Patti ci ha raccontato questo progetto.

Francesco, innanzitutto, come si diventa uno chef dall’ impronta contemporanea partendo dalla provincia siciliana?

“Ho fatto l’ alberghiero a Giarre e dopo il diploma mi spostai per lavorare fra Venezia e la Lombardia. Mi resi conto di non avere sufficiente esperienza, che dovevo osservare grandi professionisti per imparare. Tornai in Sicilia cresciuto e andai a lavorare al “Duomo” di Ciccio Sultano e lì conobbi Domenico. Dopo alcuni anni, nel 2008, abbiamo deciso di aprire insieme un ristorante a Caltagirone: così è nato “Coria”.

Com’ è investire nell’ entroterra siciliano?

“Siamo al centro di tre province bellissime, Catania, Ragusa e Siracusa, ma Caltagirone è una piazza particolare: la presenza dell’ arte barocca dovrebbe incentivare il turismo invece in città ci sono ancora pochi turisti. Nel nostro caso, il conseguimento della Stella Michelin nel 2011 ha portato un certo successo ma il territorio rimane comunque difficile di base. Ciononostante non abbiamo cambiato il nostro modo di essere.

Raccontaci un po’ del Coria…

“Il ristorante è dedicato al colonnello Giuseppe Coria, autore del libro “Profumi di Sicilia”, simbolo della gastronomia siciliana. Siamo al centro di Caltagirone, a 200 metri dalla famosa scalinata di Santa Maria del Monte, in una tipica strada del centro storico. Il ristorante è in stile moderno, con 30 coperti, aperto a pranzo e a cena; al piano superiore c’è un’ area dedicata alla banchettistica. Siamo partiti con uno stile più classico ma poi ci siamo avvicinati a modelli più attuali scegliendo una mise en place nuda ma con elementi interni che esaltassero la sicilianità come la presenza del’ ulivo e delle porcellane siciliane”.

Che cucina proponete al “Coria”?

“La nostra è una cucina siciliana moderna, per cui ci avvaliamo sia dei nostri prodotti unici che di attrezzature all’ avanguardia che ci permettono cotture varie come l’ uso di azoto, cbt, e anche gli ultrasuoni. Abbiamo quattro percorsi di degustazione: 4 portate da 45 €; 7 portate da 70€; 10 portate a 85€. Fra i piatti di maggior apprezzamento ci sono senz’ altro i crudi di pesci; la pasta ai ricci di mare in salsa verde; il Maialino nero di Sicilia, cicorielle, mela di Catania e cipollotto alla cenere”.

Come fate a supportare l’ attività se non c’ è molto movimento?

“Abbiamo diversificato il lavoro. All’ inizio lavoravamo molto con i matrimoni: in questa zona ci sono tanti stranieri che vengono a sposarsi qui con cerimonie importanti. Da qualche tempo portiamo avanti il progetto “Squiseating” un servizio di catering dedicato ad eventi spessore che vogliono esibire un’ apparecchiatura elegante e una cucina raffinata seppur fuori dal ristorante. Con questo progetto ci siamo fatti conoscere in tutta la Sicilia collaborando con aziende di alto livello”.

Con l’ esperienza di oggi, torneresti ad investire in Sicilia?

“Sì. C’ è un lavoro grosso da fare sulla mentalità ma ci sono anche settori da conquistare perché siamo in fase di evoluzione. La Sicilia offre tanto, bisogna lavorare altrettanto per consolidarsi ma noi ne siamo contenti e abbiamo progetti da sviluppare anche con il catering”.

Patti e Colonnetta con il loro stile riescono a tradurre in un linguaggio più contemporaneo il senso di ospitalità unicamente siciliano, a volte dalle sfumature arcaiche, che ha bisogno di evolversi e porsi in maniera più fresca.

Inoltre, fanno parte di una quella nuova scuderia di cuochi siciliani, fra cui Giuseppe Geraci, Martina Caruso, Pietro D’ Agostino, Salvatore Vicari, Tony Lo Coco –per citarne alcuni- che stanno affiancando le colonne storiche della ristorazione siciliana, quali Pino Cuttaia, Corrado Assenza e lo stesso Ciccio Sultano, “Padri” di una Scuola Siciliana che ha dato impulso alla cucina gourmet.

Manuela Di Luccio

Ristorante Coria

Via Infermeria 24, Caltagirone –Ct-

Telefono: +39 0933 26596

www.ristorantecoria.it

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