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Capire F.I.CO Eataly World, attraverso i suoi ideatori

I componenti della più antica associazione enogastronomica bolognese, la Società di Mutuo Soccorso Salsamentari 1876 e gli Apostoli della Tagliatella, hanno incontrato in una partecipata assemblea i due massimi esponenti del progetto F.I.CO (Fabbrica Italiana Contadini) Eataly World: il prof. Andrea Segrè, preside della facoltà di Agraria dell’Università di Bologna e presidente di CAAB, e Tiziana Primori, numero due di Coop Italia nonchè futuro amministratore delegato di F.I.CO. Ospite inoltre tra i relatori anche il prof.Rolando Dondarini, docente di storia medievale dell’ateneo bolognese, che nel suo breve intervento ha ricordato alcuni importanti passi storici sul ruolo sociale ed economico avuto dai salsamentari , allora conosciuti come “salaroli”, ossia detentori del sale, ricco e prezioso elemento non solo in cucina ma dell’attività economica di quei tempi. L’appuntamento è stato introdotto e moderato da Gianluigi Veronesi, editore, direttore della S.M.S. Salsamentari 1876
Nell’aprire i  lavori il presidente dei salsamentari bolognesi, Luciano Sita, ha ricordato ai presenti che il progetto è una grande opportunità per la città, un’occasione di sviluppo occupazionale e di valorizzazione del patrimonio alimentare del territorio. Con l’incoming di turisti dall’ Italia e dall’estero, il parco tematico del cibo potrebbe richiamare un flusso di persone stimato in sei milioni di individui, con benefici indotti sulla città inconfutabili, ha ricordato Sita.
Dietro a questo non felicissimo acronimo, F.I.CO, ci sta un progetto meraviglioso che rappresenta un’opportunità importantissima non solo per la città di Bologna ma per un’area ben più grande e in generale per l’Italia intera: F.I.CO sarebbe il primo grande e unico parco tematico dell’agroalimentare e dell’enogastronomia mai realizzato in Italia. Nell’area dei mercati ortofrutticoli, conosciuto ai bolognesi come CAAB, ci stanno strutture ed edifici su una superficie di oltre 70 ettari che verrebbero in gran parte recuperati per essere adibiti e riconvertiti per realizzare la città del cibo, dove verrebbero attivati  44 laboratori produttivi: “Dalla terra alla tavola, dalla produzione alla somministrazione dove al centro c’è l’attività didattica e di insegnamento per elevare le conosceze sul cibo e la consapevolezza della  qualità su cosa si mangia” ha precisato nel suo intervento il prof. Segrè. Ampi spazi dove si coltivano i prodotti e si trasformano per davvero, ma anche tanti spazi dedicati all’assaggio, sarebbero previsti tra l’altro circa 20 ristoranti, e ancora aree per conoscere e capire. Auditorium, sale congressuali, un cinema e una libreria dove al centro c’è sempre il cibo.
Dietro a questo imponente e affascinante progetto non poteva non esserci  il contributo e la partecipazione di Oscar Farinetti , patron di Eataly, del quale Tiziana Primori non solo è tra le sue più strette collaboratrici, ma rappresentando Coop Italia è anche partner in affari dentro  Eataly. Agli occhi dei presenti  all’incontro, in maggioranza commercianti, ristoratori e soci salsamentari, il progetto molto ben esposto dalla coppia Segrè-Primori, è apparso con tutta la sua enfasi e maestosità  anche se qualche perplessità ha suscitato nei presenti i numeri , l’impatto economico di riflesso su Bologna e non per ultimo i costi del progetto e i tempi di realizzazione, la cui apertura è prevista entro il periodo di Expo 2015.

Roberto Martinelli 

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