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Il Carapace di Arnaldo Pomodoro alle Cantine Ferrari

carapace-arnaldo-pomodoro-cantine-ferrariL’architettura del vino è una nuova categoria progettuale come il degustare acculturato segna una diversa attenzione e sensibilità verso il vino. Lo hanno capito, o meglio, ne hanno segnato il cambiamento le grandi famiglie del vino italiano che hanno, nel giro di pochi anni, creato cantine che sono opere d’arte e di architettura, capaci di esaltare il pur straordinario paesaggio in cui solitamente sono collocate.
Ultima, in ordine di tempo, la cantina voluta dalla famiglia Lunelli in Umbria: una scultura,probabilmente l’unica scultura al mondo dove si produce vino. L’opera, tra arte e architettura, è stata disegnata da Arnaldo Pomodoro: ricorda un carapace ed è questo il nome che le è stato assegnato. Intorno ad essa 30 ettari di vigneto di Sangiovese e Sagrantino: vigne antiche, conosciute per la loro elevata qualità.
“È la prima scultura al mondo nella quale si lavora e ci si vive” ha spiegato Gino Lunelli, presidente emerito del gruppo, durante la presentazione del progetto alla Triennale di Milano, definendola con emozione il suo lascito.
Accanto a Gino Lunelli lo scultore-progettista Arnaldo Pomodoro: “Il paesaggio mi ricordava il Montefeltro dove sono nato, così come l’ha raccontato in tanti quadri Piero della Francesca. Il mio intervento quindi non doveva disturbare la dolcezza delle colline dove si estendono i vigneti, anzi doveva integrarsi perfettamente con l’ambiente. Ho avuto l’idea di una forma che ricorda la tartaruga, simbolo di stabilità e longevità che, con il suo carapace rappresenta l’unione tra terra e cielo”, ha raccontato il Maestro.
Il risultato è una sfera in rame e legno, intrecciati dagli abili carpentieri dolomitici, che sovrasta la collina, spuntando da essa; su tutto risalta un enorme dardo conficcato, un punto rosso visibile a chilometri di distanza.
“Oltre al nostro amatissimo Trentino cercavamo un luogo con vigneti storici e forte personalità – spiega Marcello Lunelli, vicepresidente, che con Matteo, Camilla e Alessandro rappresenta la terza generazione a capo dell’azienda famosa nel mondo per le bollicine Ferrari – con l’obiettivo di portare ai nostri giorni il vino del passato”.
Nelle barrique attorno a cui brilla il punto di degustazione, un ellisse di rame che sale a cercare la luce, maturano un Sagrantino in purezza e un Rosso 70% Sangiovese con Sagrantino, Cabernet e Merlot. A metà giugno l’inaugurazione di questa cantina dove, racconta lo stesso Pomodoro “per la prima volta nella mia vita ho avuto l’emozione di poter camminare, parlare e bere all’interno di una mia opera”.

Luigi Franchi

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