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Clavesana, cantina democratica

La cantina come luogo democratico trova la sua più bella espressione a Clavesana, in terra piemontese, dove si produce il 12% dell’imbottigliato mondiale di Dolcetto; un vino che si commercializza in circa tre milioni di bottiglie. La Cantina Clavesana è una cantina sociale che accoglie i 350 soci conferitori con un principio: tutta la produzione deve essere interamente conferita. Il principio è semplice e lo spiega in maniera altrettanto chiara Anna Bracco, la direttrice della cooperativa: “Bisogna mettere l’azienda al centro, se un produttore è già molto riconoscibile non ha senso che entri nella cooperativa. La forza di una cooperativa sta nell’unione e negli obiettivi condivisi. E uscire è molto semplice, se un socio non è più in linea con il percorso dell’azienda può andarsene in qualsiasi momento. Credo che non abbia nessun senso obbligare le persone a stare dentro contesti di cui non si sentono parte fino in fondo. La cooperazione è un bel modo di lavorare insieme e di affrontare il mercato. Non è facile, perché quello dell’agricoltore è un lavoro individuale, ma questa è la strada giusta”.

Anna Bracco è forse l’unica donna a dirigere una cantina sociale in Italia, dopo esserne entrata come impiegata nel 1975 e aver vissuto tutta l’evoluzione di un’azienda che è il cuore economico del proprio comune e un punto di riferimento, anche sociale, delle 350 famiglie che ne condividono le scelte. Del resto Anna Bracco, in una bella conversazione con Carlo Petrini di qualche tempo fa, ha idee precise in merito a ciò che sta rappresentando: “Il valore dell’agricoltura è immenso ma svilito. Ci vuole dignità per chi lavora la terra, perché l’agricoltura è civiltà, la terra è di tutti, e chi lavora la terra fa un lavoro per tutti, si prende cura di un bene comune che è il paesaggio. C’è un bisogno disperato di contadini che sappiano fare il loro mestiere, e bisogna dare loro la possibilità di abitare il territorio con dignità”.

Si vive bene a Clavesana, e si cerca di farlo uscendo dagli schemi di un conformismo omologante: lo dimostra il Premio Dirazza che, a differenza di altri premi più o meno teleguidati, vuole dar valore a quegli uomini e donne di peso, che sanno come non vivere magramente, di quelli che non si fanno prendere per il naso dai conformismi. Per capire come partecipare divertendosi basta cliccare qui. Oppure sostenendo Soccorso Clown, il primo servizio di clown ospedalieri in Italia, fondato da Yuri e Vladimir Olshansky, come fa la Cantina Clavesana che raccoglie e dona sorrisi all’associazione.

E poi ci sono i vini, fatti con il lavoro delle 350 famiglie di Clavesana, che si portano a casa riconoscimenti da ogni parte del mondo: l’ultimo, in ordine di tempo, è la Medaglia d’Oro per il Clavesana Dogliani docg 2012 e la Medaglia d’Argento per il “Clou”, il Dogliani superiore 2011, scelti da un panel di 219 degustatori di 52 paesi diversi tra 14.362 vini assaggiati, al Decanter World Wine Award organizzato dall’autorevole rivista britannica. Dolcetto, scommetto!

Luigi Franchi

 

 

 

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