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Crescono i consumi food: effetto Expo

Fiera Milano si prepara per Tuttofood che tra un anno esatto aprirà i battenti. È il momento di tracciare un bilancio del settore dopo l’uragano Expo che ha sconvolto il mondo del food analizzando gli effetti che l’esposizione universale ha avuto sul sistema agroalimentare italiano.
Effetti positivi, secondo quanto emerge dalle ricerche condotte da IPSOS e da IRI, che segnalano una ripresa dei consumi con un +1,8% a volume e un +3% a valore per alimentari e bevande e traccia il quadro di un consumatore attento a nuovi gusti e nuove esigenze, come spiega Marco Limonta, Business Insight Director di IRI: “Il sistema distributivo manifesta un buon livello di efficienza che si traduce in un saldo positivo. Il consumatore, attento agli sprechi e consapevole, mette più valore nel suo carrello e predilige alimenti freschi e funzionali e li sceglie nella fascia premium”. Tendenza confermata da Jennifer Hubber, CEO di IPSOS: “Freschezza, prezzo, gusto e tracciabilità sono i parametri utilizzati per gli acquisti, seguiti da esigenze dietetiche speciali con particolare attenzione verso il biologico e il sostenibile”. In questo quadro emerge l’esigenza di una tracciabilità chiara: il consumatore è sempre più alla ricerca di informazioni e le cerca soprattutto online. Così come si rivolge al mercato online per gli acquisti alimentari, perché è un sistema comodo e veloce, gli permette di trovare cibi difficili da reperire altrimenti e lo considera un metodo economicamente vantaggioso. Ma l’evoluzione dei gusti e delle abitudini riguarda in special modo i consumi fuori casa con un vero exploit per i cibi etnici, i piatti pronti e i prodotti luxury in costante aumento: sono il 33% gli italiani che dichiarano di consumare un pasto fuori casa almeno una volta a settimana.  Effetto positivo di Expo, secondo lo chef Davide Oldani, che ha sensibilizzato la gente e valorizzato il gusto dell’ospitalità. “Adesso tocca a noi – afferma Oldani – fare squadra e darsi delle regole affinché questo vantaggio non vada perduto. Un segnale positivo viene senz’altro dall’atteggiamento di gran parte della Distribuzione Organizzata che ha migliorato la propria offerta di cibi pronti, ha favorito la stagionalità e ridimensionato le porzioni, seguendo quelle linee guida di sana alimentazione che la tradizione, la scienza e il buon senso ci suggeriscono”.
Emerge, però, prepotente, la necessità di fare comunicazione corretta e dotare i consumatori di quelle informazioni indispensabili a operare scelte consapevoli. Ne è convinto Marco Pedroni, presidente di Coop Italia: “È tempo che le aziende mettano a disposizione dei consumatori tutte le informazioni che sono in grado di fornire sui loro prodotti per evitare che essi si affidino al mare magnum di internet, confuso e spesso fuorviante; da parte nostra dobbiamo assicurarci che i prodotti che vendiamo siano di buona qualità e accessibili. Un’etichetta esaustiva è indispensabile, non solo per la verifica della tracciabilità ma per alimentare la consapevolezza di chi acquista”. Opinione condivisa dai rappresentanti dell’industria intervenuti alla tavola rotonda – Alberto Balocco, Lorenzo Beretta e Alberto Frausin AD di Carlsberg Italia, concordi nell’affermare il valore di un’industria etica e sostenibile nel rispetto delle tradizioni e delle tipicità di prodotto. Molto è stato fatto, dunque, ma altrettanto resta da fare, secondo la conclusione di Sergio Veroli, vice presidente di Federconsumatori: “Lo scenario ci presenta un consumatore ansioso di apprendere, attento, ma con disponibilità economiche limitate. Questo pone in primo piano il problema della sicurezza della quale si parla solo in occasione di scandali troppo spesso alimentati da mala informazione. Il traguardo deve essere un sistema che, attraverso l’informazione più che la tracciabilità, permetta al consumatore di scegliere in piena consapevolezza”.
Molti spunti di riflessione terranno impegnati gli operatori aspettando che, chissà, magari a Tuttofood si scoprano nuovi scenari. L’effetto Expo continua e sarà un anno impegnativo che certamente porterà delle risposte.

Marina Caccialanza
marina.caccialanza@gmail.com

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