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Cuochi Chic a congresso, un’associazione viva e dinamica

A contare tutte le richieste di adesione che ogni anno passano dalla scrivania del suo direttore, Raffaele Geminiani, la più recente delle associazioni di cuochi italiane, Chic, Charming Italian Chef, dimostra di esser in ottima salute.
A Colico, nell’accogliente e romantica cornice di quest’angolo di Lago di Como proteso verso le valli Chiavenna e Valtellina, nella nuovissima struttura alberghiera che ospita Masanti’s il secondo ristorante di Stefano Masanti ( http://www.7ph.it ), si è tenuto l’annuale convegno di un gruppo che conta quasi una novantina di associati, di cui 17 i nuovi ingressi nella guida 2013.

Non è facile inventarsi una nuova associazione, ma la determinazione del primo presidente, Flavio Costa, tra i fondatori, la lungimiranza del direttore Geminiani e la volontà di tutti di stare insieme per affrontare meglio i momenti difficili che stiamo vivendo e per condividere i momenti conviviali, hanno reso solido il gruppo che in quest’ultimo anno, sotto la presidenza di Marco Sacco ha posto le basi per uno sviluppo che pone Chic sotto la lente interessata di aziende e addetti ai lavori che ne stanno apprezzando la via un po’ diversa che stanno percorrendo.

Il Congresso, suddiviso tra parte privata e pubblica, alla presenza di molti colleghi della stampa, ha segnato la definitiva maturità dell’associazione che è già diversa anche per la sola composizione dei professionisti membri, tra i quali spiccano 3 importanti pizzaioli, 2 gastronomie ed un buon numero di ristoranti di prestigiose strutture alberghiere, a riprova di un nuovo approccio anche della clientela che fino a poco tempo fa riteneva non frequentabili i locali inseriti negli hotel.

Sono due le novità, però, che nel 2013 danno la netta sensazione che Chic sta lavorando nella giusta direzione: il progetto In The Kitchen Tour, un’idea originale che già dalle prime occasioni sta mostrando tutto il dinamismo dell’associazione che ha forse trovato una chiave di lettura innovativa ed efficace per dare un forte impulso ai rapporti tra aziende e cuochi spesso limitati alla facciata, alla presenza in una guida, alla partecipazione ad una cena. In The Kitchen Tour si sta dimostrando una gradita sorpresa per il settore e l’entusiasmo con il quale le aziende chiedono di parteciparvi mostra il successo dell’iniziativa. L’evento è una sorta di Jam Session gastronomica, si buttano in un’arena culinaria un po’ di cuochi, un po’ di aziende, qualche comunicatore che non guasta, si mischia per bene e ne nasce un cocktail vincente di idee e di divertimento che fanno molto bene al nostro settore.

La seconda idea che conferma la vivacità e l’attenzione  di Chic per le novità è il progetto chiamato “Adotta uno chef”, divertente richiamo che vuol segnare un cambio di passo nel rapporto tra i cuochi e la comunicazione, soprattutto, quella social, più innovativa e difficile da comprendere appieno. L’idea nasce da due considerazioni: i blogger esistono e sono ancora una nebulosa di difficile comprensione specialmente per i cuochi che sono contemporaneamente l’oggetto delle loro attenzioni e i primi a poter beneficiare se riescono a interagire con questo mondo variegato. La domanda che si è posta l’associazione, grazie al contributo di idee di Paola Sucato, appunto blogger di lungo corso, è semplice: chi scrive sul web è esperto di cucina, conosce la materia, ha gli strumenti per porsi sulla stessa lunghezza d’onda di un cuoco? Dall’altra parte i cuochi capiscono l’importanza dei nuovi strumenti di comunicazione, sanno mettersi nella giusta relazione con chi li cavalca, sanno distinguere tra chi, potenzialmente potrebbe diventare un opinion leader e chi lo fa per passatempo? Adotta uno chef vuole rispondere a queste domande, è un esperimento che Chic vuole condurre con oggettività e profondità per fissare un punto e dare dignità a quella che potrebbe essere una nuova professione se svolta con competenza e fornire ai propri associati nuovi mezzi per creare sempre nuove opportunità di contatto, di visibilità e perché no anche di business, visto che uno dei primi scopi dell’adozione è di creare occasioni di incontro in cucina per vere e proprie lezioni per quella che sarà una vera e propria scuola di alta cucina diffusa su tutto il territorio nazionale e chissà presto anche all’estero, visto che alcuni cuochi Chic sono già residenti oltreconfine.

 

Aldo Palaoro

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