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Dall’Umbria, un messaggio di speranza da parte dei produttori

Se c’è una cosa che di positivo i momenti difficili come quelli che stiamo vivendo ci possono portare è il silenzio. Perché è in questo silenzio e nell’allontanamento dalle nostre consuete attività che può aprirsi uno sguardo nuovo e più consapevole su ciò che ci circonda, sul cibo che decidiamo di consumare, sui luoghi dove decideremo di andare e che, educati da questo silenzio, sapremo davvero ascoltare e assaporare in profondità.
Diceva Proust che il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre ma nell’avere nuovi occhi. Ecco, in questo tempo forse si può imparare a osservare, per vedere, per esempio, che la natura non si è fermata e che la primavera non è rimasta in quarantena. Mangiando un’insalata potremo sentire in quelle foglie anche il lavoro degli agricoltori che continuano a produrle, e bevendo un bicchiere di vino vedere le viti che stanno riprendendo a vegetare. Nonostante tutto. Possiamo allenarci a vedere la bellezza di certi territori e la fatica di chi li coltiva con rispetto. Anche in questo tempo.
Per nutrire questo sguardo, le Strade del Vino e dell’Olio dell’Umbria hanno dato vita a un nuovo progetto di comunicazione dal titolo #tiportiamolumbria. Si tratta di un video contest partito il 20 marzo e in onda ogni giorno alle ore 15.00 nei canali social delle Strade dei Vini e dell’Olio dell’Umbria (www.facebook.com/StradeVinoeOlioUmbria/ www.instagram.com/stradevinoeolioumbria/), che intende supportare la promozione delle aziende agricole, dei frantoi, delle strutture ricettive e dei ristoranti umbri associati. Ogni azienda partecipante realizzerà un mini video “fatto in azienda”, che mostrerà in 50 secondi uno spaccato dell’Umbria rurale, un reportage genuino della vita in campagna in questa regione. E così, mentre tutto (o quasi) è fermo, da queste finestre si potrà osservare e assaporare una bellezza che si risveglia, un lavoro che continua. Per tutti.
Si potrà entrare nelle aziende agricole, negli uliveti, nelle cantine, negli orti e nelle cucine, attraverso i video realizzati da chi questi luoghi li vive quotidianamente. Paolo Morbidoni, il presidente del Coordinamento delle Strade del Vino e dell’Olio dell’Umbria, ha definito questa iniziativa “Un messaggio di speranza dall’Umbria, perché in campagna si continua a lavorare, perché la natura ci fa guadare al futuro, perché la primavera è arrivata, nonostante questo momento critico dovuto all’emergenza sanitaria che stiamo vivendo”. No, la natura non si ferma, nemmeno sulle colline dell’Umbria, dove il verde delle foreste si alterna all’argento degli ulivi, dove la campagna è interrotta dai borghi con le loro antiche pietre, dove l’agricoltura è arte e l’arte un modo di raccontare il lavoro dell’uomo.
C’è una sacralità in questa natura e nella conformazione di questo territorio, una bellezza pura che è distillata nei suoi prodotti. Ed è questa autenticità che le Strade del Vino e dell’Olio dell’Umbria da tempo (e con questa iniziativa nello specifico) stanno promuovendo, facendo leva su una particolare caratteristica: essere un network orizzontale che tiene insieme non solo il mondo della produzione di eccellenza (cantine, frantoi e aziende agricole), ma anche attività e servizi per il turismo (strutture ricettive, ristorative e aziende fornitrici di servizi). È probabilmente questo fare insieme che tutti dovremo imparare per il “dopo”. Come queste strade che s’intersecano ognuna con le proprie specificità: la Strada dell’Olio Extravergine d’Oliva Dop Umbria e quelle del Vino, denominate, secondo le zone di produzione, Strada del Cantico, Etrusco Romana, del Sagrantino e dei Colli del Trasimeno. Come le aziende lungo queste strade, animate negli ultimi anni da un energico attivismo imprenditoriale, che ha valorizzato il volto della regione, investendo in ricerche, sperimentazioni e selezioni clonali.

Ora restiamo a casa e nutriamo gli occhi con queste immagini. Dopo, quando sarà possibile, gusteremo la loro bellezza concreta, capace di riportarci il sapore di storie e territori, per scoprire che di quel network di strade facciamo parte anche noi che le percorriamo. Perché se c’è una cosa che di positivo i momenti difficili come quelli che stiamo vivendo ci possono portare è la consapevolezza della nostra interconnessione.

Mariangela Molinari

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