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Dall’uovo alla gallina, #nonfareil pollo, conoscilo davvero

La filiera avicola lombarda sarà protagonista della Fiera Millenaria di Mantova dal 31 agosto all’8 settembre prossimi, l’occasione ideale per fare il punto sullo stato dell’arte del settore, sulle sue peculiarità e prospettive.

Ad anticipare i temi che saranno trattati alla Millenaria, numerosi esperti si sono riuniti presso Identità Golose Milano Hub introdotti dall’Assessore all’Agricoltura della Regione Lombardia Fabio Rolfi che ha ricordato come la filiera avicola – con i suoi 2.100 allevamenti – rappresenti il 10% degli allevamenti italiani con 21 milioni di capi di cui il 46% dedicati alla produzione di uova. Brescia, Cremona e Mantova le provincie a capo della filiera a promuovere un modello integrato in un’ottica di trasparenza e informazione ai consumatori,  orientate alla sicurezza e al benessere animale e ambientale.

Ad amplificare l’importanza strategica del settore è dedicata quest’anno la Fiera Millenaria di Mantova, ha ricordato il presidente della Fiera Giovanni Sala: “Allo scopo di inaugurare un nuovo percorso nel quale valorizzare i pregi e la qualità della filiera avicola in partnership con le aziende che hanno scelto di sviluppare il dialogo direttamente col pubblico”.

Mario Crescenti, Presidente del Distretto della Filiera Avicola Lombarda e Vicepresidente di UnaItalia (Unione Nazionale Filiere Agroalimentari Carni e Uova) ha messo in evidenza i punti di forza del Distretto che negli ultimi anni ha saputo portare avanti gli interessi del settore superando il dualismo allevatore/trasformatore allo scopo di migliorare e crescere per ottenere una visibilità a livello istituzionale favorevole a tutto il comparto.

“Obiettivo della filiera – ha dichiarato Crescenti – è quello di essere leader in Italia e dare valore al prodotto, considerando che il consumo pro capite è ancora basso e nei ristoranti il pollo non è apprezzato, forse in ricordo di abitudini alimentari del passato quando il pollo era il pranzo della domenica in famiglia e quindi sottostimato, un retaggio rimasto nell’immaginario comune”. Mario Crescenti ha poi attirato l’attenzione su un fatto singolare riguardo la percezione del pubblico in materia di valore nutrizionale e sicurezza, assolutamente falsata: “Oggi se parliamo di valore proteico e controllo della parte microbiologica del prodotto siamo assolutamente certi di garantire il massimo della qualità ma purtroppo la carne di pollo è ancora percepita come povera e molto c’è da fare perché venga recuperata a casa e nei ristoranti. È importante che il mondo associativo capisca che la condivisione di idee e intenti è fondamentale e presidiare il territorio indispensabile per guadagnare quote produttive e contrastare la mala informazione dilagante a proposito del consumo di carni avicole e uova”.

Sono proprio queste fake news apparentemente sradicabili nell’opinione pubblica che frenano in maniera bizzarra la popolarità dei prodotti della filiera avicola o almeno ne rallentano l’apprezzamento. Luoghi comuni perfino bizzarri e non sostenuti da evidenza ma che inspiegabilmente permangono. Li ha ricordati Laura Facchetti, responsabile della comunicazione presso l’Avicola Monteverdi: “Negli ultimi 5 anni il consumo di carne bianca è cresciuto in totale del 24% per i suoi valori nutrizionali, il prezzo conveniente e il valore di servizio ma non è ancora apprezzata dai consumatori italiani che continuano a credere a malintesi radicati come quelli sull’uso di ormoni e antibiotici per l’allevamento, come l’esistenza di batterie lager o l’importazione di polli  da chissà dove”.

Per sfatare questi falsi miti, Laura Facchetti ha ricordato 6 punti fondamentali della filiera avicola che è importante diffondere e che saranno la bandiera della nuova campagna d’informazione #nonfareil pollo, conoscilo davvero:
1 – Il pollo non ha ormoni: gli ormoni nel pollo sono un pregiudizio molto diffuso legato al passato e che oggi non ha ragione di esistere perché il loro utilizzo, in Italia e in Europa é vietato, ma é anche inutile e antieconomico. Eppure l’87% degli italiani continua a credere che i polli crescono più velocemente di un tempo grazie all’uso di ormoni estrogeni, mentre é solo questione di miglioramenti di metodologie di allevamenti, delle selezioni delle razze, e dell’alimentazione degli animali.
2 – Il pollo è allevato a terra: in Italia da oltre 50 anni nessun pollo e tacchino è allevato in batteria perché questa modalità di allevamenti è stata abolita. Eppure l’83% degli italiani ancora oggi ritiene che la maggior parte dei polli sia allevato in gabbie. In realtà si confondono i polli con le galline, sono infatti le galline ovaiole ad essere allevate in gabbie per una questione di sicurezza delle uova deposte.
3 – Il pollo non va lavato: lavare il pollo crudo prima di cucinarlo non serve a nulla. Eppure il 77% degli italiani crede che sia una buona pratica. In verità, il lavaggio non elimina gli eventuali microrganismi patogeni presenti abitualmente su tutti gli alimenti crudi, anzi ne aumenta la possibilità di contaminazione con altri alimenti che mangiamo crudi. L’importante invece è cuocere bene la carne.
4 – Il pollo non cresce ad antibiotici: negli allevamenti avicoli l’uso di antibiotici è sempre curativo, mai preventivo e mai per favorire la crescita. Gli antibiotici vengono utilizzati solo se necessario, sotto la responsabilità del veterinario Asl, e sempre rispettando il “tempo di sospensione” prima dell’abbattimento dell’animale, in modo che non rimanga alcuna traccia dell’antibiotico nella carne che mangiamo.
5 – Il pollo contiene ferro: tutte le carni, non solo quelle rosse, contengono ferro. Pensare che la carne di pollo ne contenga meno è solo un luogo comune non sostenuto da fatti scientifici, anche se il 71% degli italiani è convinto del contrario. Non è il colore della carne che determina il contenuto di ferro e proteine.
6 – Il pollo è solo made in Italy: il pollo che portiamo sulle nostre tavole è di provenienza italiana, nato, allevato, macellato e confezionato nel nostro Paese. Ed è tutto scritto in etichetta! Eppure quasi 1 italiano su 2 non sa che il 99% del pollo che mangiamo è allevato nel nostro Paese. Il nostro paese è il fiore all’occhiello per garanzia e qualità.
A sostegno di queste affermazioni, Mattia Preti, allevatore bresciano ha dichiarato: “Nel settore avicolo la tecnologia e la passione, insieme, ci permettono di realizzare una filiera diretta completamente al benessere animale, perché è l’unica via percorribile. Sono animali vivi, delicati e sensibili al clima e alle condizioni ambientali, vanno trattati con la massima cura ed è questo che noi allevatori facciamo. La tecnologia ci aiuta, per esempio nel ricambio dell’aria nei capannoni nei quali l’ossigenazione è fondamentale per mantenere gli animali in salute evitando di ricorrere a trattamenti inutili. Questo è importante che si sappia, perché nel rispetto di ogni normativa europea, con il supporto di software dedicati, i nostri polli sono allevati nelle migliori condizioni. È garanzia di qualità e sicurezza alimentare”.
Testimonianza avallata anche da Vittorio Roberti, titolare delle Fattorie Roberti, che ha spiegato le logiche e le metodologie di un allevamento di galline ovaiole dove nulla è lasciato al caso e dove vigono regolamenti molto restrittivi sugli spazi, sulle strutture e metodologie. “Il consumatore è tutelato in Italia più che in altri Paesi europei – ha affermato Roberti – il nostro controllo qualità viene applicato giornalmente e controlliamo tutta la filiera dai mangimi al prodotto finito per assicurare un livello di sicurezza ineccepibile”.
Giusto, inoltre, ribadire il valore nutrizionale delle carni avicole e delle uova, spesso demonizzate. A questo proposito, si è espressa Evelina Flachi, nutrizionista ed esperta in campo dell’alimentazione: “Dobbiamo assolutamente sfatare i luoghi comuni che impazzano sull’utilizzo di ormoni e antibiotici: perfino i medici e i pediatri sono disinformati e contribuiscono a diffondere false credenze. Invece, è importante rassicurare il consumatore; il consumo delle carni bianche è aumentato perché c’è stata una campagna di demonizzazione della carne rossa ma il consumatore non ne capisce lo stesso i valori. La carne di pollo contiene ferro ottimamente assimilabile, utile nella crescita e nella terza età e il quantitativo di vitamina B12 che apporta è apprezzabile più di quello apportato dalle carni rosse in quanto più digeribile; in tal modo si rende utile sia nell’anziano sia nello sportivo. Non parliamo poi delle uova! È ormai provato che il colesterolo che l’organismo produce deriva in minima parte dall’alimentazione mentre è influenzato prevalentemente dal getto calorico. Le uova sono un alimento benefico a 360° e possono essere assunte, anche quotidianamente, all’interno di un’alimentazione controllata a livello dei grassi saturi, perfino per i bambini”.

L‘ultima voce del coro, ma certamente non meno importante, quella di Filippo Cerulli, responsabile comunicazione di Eurovo, azienda produttrice di 13 miliardi di uova da 48 milioni di galline di cui il 45% trasformato in ovoprodotti. Un settore importantissimo che garantisce qualità di ingredientistica e sicurezza di utilizzo e consumo per tutti, consumatori finali e professionisti dell’alimentare. “L’uovo – ha spiegato Cerulli – entra nella ricettazione di  un’infinità di alimenti e deve avere le caratteristiche di sicurezza e qualità necessarie. Non dimentichiamo che l’uovo diventa ingrediente indiretto nelle lavorazioni di milioni di professionisti dell’artigianato e dell’industria. Per la realizzazione degli ovoprodotti le nostre uova vengono sgusciate e pastorizzate in modo da offrire la massima sicurezza. Ci occupiamo dell’intera filiera, dal pulcino all’uovo e all’uovo trasformato e produciamo internamente i mangimi che impieghiamo con le migliori materie prime. La salute delle galline è al primo posto: alimentazione e qualità dell’allevamento sono requisiti inderogabili. In Italia tutto ciò è severamente assicurato più che altrove e noi esportiamo i nostri ovoprodotti in 80 Paesi nel mondo sotto forma di prodotto congelato, liquido o in polvere. Gli ovoprodotti assicurano standardizzazione del prodotto finito, sicurezza alimentare e la praticità di utilizzo che consente al professionista di realizzare comodamente prodotti finiti di ottima qualità”.
L’avicoltura italiana, insomma, è l’unico comparto zootecnico che garantisce una filiera 100% made in Italy grazie alla forte vocazione locale delle aziende che assicurano, oltre tutto, tassi stabili di accesso al lavoro e integrazione sociale; è una filiera che garantisce sicurezza assoluta e sostenibilità. Un settore che ha fatto passi da gigante per un prodotto da valorizzare.

Marina Caccialanza

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