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Dati Nielsen, attenzione agli sprechi e ai prezzi

Dati Nielsen alla mano ci si rende conto che la situazione non è facile, sarebbe quindi meglio adottare comportamenti morigerati nelle spese, per evitare sprechi e prestare attenzione al superfluo, specie nell'ambito alimentare visto che nel Corno d'Africa muoiono a milioni per assenza di cibo.

ragionamento-sprechi-alimentariA corto di liquidi e seriamente preoccupati dell’aumento dei prezzi alimentari. Questo è il comune sentire dei consumatori di tutto il mondo. Queste sono le maggiori preoccupazioni che vive la stragrande maggioranza delle persone e che si trascinerà anche per tutto il secondo semestre dell’anno.
Il 31% dei consumatori ha dichiarato di non avere denaro rimanente dopo aver coperto le spese essenziali, il 25% in Medio Oriente, Africa e il 22% in Europa.
Questi dati emergono dalla ricerca “Nielsen Global Online Consumer Confidence”, condotta tra il 20 maggio e il 7 giugno  2011intervistando oltre 31.000 consumatori in 56 Paesi in Europa, America Latina, Medio Oriente, Africa, Nord America e Asia Pacifico.
Il 58% dei consumatori a livello globale ritiene di essere ancora in una fase di recessione e di questi, più della metà (il 51%) pensa che lo sarà ancora tra un anno. In Asia Pacifico la percentuale di coloro che ritengono di essere ancora in recessione è del 45% rispetto al 37% del primo trimestre 2011. In Medio Oriente e Africa la recessione economica è un dato di fatto per il 74% degli intervistati online – con un incremento di nove punti rispetto a tre mesi fa. 
Dodici mesi fa, il 35% dei consumatori online a livello mondiale riteneva che fosse un buon momento per comprare le cose di cui avevano bisogno, nel secondo trimestre del 2011 però questa percentuale è scesa al 27%. In America si è passati dal 27 al 20% e in Asia Pacifico dal 40 al 32%.
Questo testimonia come i diversi atteggiamenti ottimistici, soprattutto in Italia, non corrispondono a quella che, anche in assenza di indagini, si può toccare con mano tutti i giorni, muovendosi tra i negozi, ma soprattutto parlando con le aziende.
Non c’è più liquidità, da mesi si è innescato un pericolosissimo gioco al rinvio: rinvio dei pagamenti che significa rinvio delle forniture che ricade sul rinvio degli stipendi e dei consumi.
Una lettura confermata dalla parte di ricerca che riguarda proprio l’Italia. Il 42% dei consumatori italiani (rispetto al 39% del trimestre precedente) ritiene infatti che le prospettive di lavoro del Paese saranno in peggioramento nei prossimi 12 mesi; per quanto riguarda invece le proprie prospettive finanziarie la percentuale passa dal 21 al 23%. 
L’indice di fiducia ha subito una leggera flessione, 55 punti indice rispetto ai 57 del trimestre precedente e rispetto al dato medio europeo di 74 punti indice, dopo la diminuzione importante verificatasi proprio nel primo trimestre 2011 (-14 punti indice). I principali fattori sono legati ad un trend negativo in termini di prospettive di lavoro e di finanze personali per i prossimi 12 mesi.
“Non ci sono state sufficienti notizie positive per ispirare fiducia nei consumatori online a livello mondiale nel secondo trimestre. – ha affermato Venkatesh Bala, Chief Economist The Cambridge Group, Nielsen – Dati economici deboli, inflazione e performance produttive rallentate in Asia, l’intensificazione del debito in Europa e la continua instabilità politica in Medio Oriente, oltre all’aumento delle spese domestiche negli US, hanno influenzato la già scarsa fiducia dei consumatori. Le speranze di una piena ripresa economica nei prossimi 12 mesi si sono indebolite nel secondo trimestre e i consumatori di tutto il mondo sono rimasti legati a una mentalità di recessione.”
Diventano indispensabili comportamenti virtuosi, attenzione al superfluo, sensibilità maggiore verso gli sprechi, in particolare quelli alimentari. In questa crisi mondiale quello che resta più intollerabile è proprio quest’ultimo, specie quando nel Corno d’Africa stanno morendo a milioni per fame!

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