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Nasce la Dichiarazione europea sulla sovranità alimentare

Nasce la Dichiarazione europea sulla sovranità alimentare, con lo scopo di far tornare il controllo nelle mani della comunità sul sistema alimentare. Maggiore spazio a giovani, donne e produttori.

dichiarazione-europea-sovranita-alimentareA conclusione del primo forum europeo per la sovranità alimentare, “Nyéleni Europa 2011”, terminato a Krems, Bassa Austria, il 21 agosto scorso, 400 delegati provenienti da 34 Paesi del continente hanno approvato la prima “Dichiarazione europea sulla sovranità alimentare”.
Gli scopi della “Dichiarazione” sono quelli di rivendicare il controllo della comunità sul sistema alimentare, per resistere agli sviluppi più nocivi del sistema agro – industriale e dare spazio alle voci dei giovani, delle donne e dei produttori. A rappresentanza della società civile, infatti, sono intervenuti nel dibattito più di 120 tra organizzazioni e individui, per discutere di politiche europee e globali sul sistema alimentare, e per concertare un piano d’azione che sia democratico e partecipativo.
Cosa vuol dire sovranità alimentare? Già il forum 2007 aveva formulato una risposta univoca: “La sovranità alimentare è il diritto dei popoli a un cibo salubre, culturalmente appropriato, prodotto attraverso metodi sostenibili ed ecologici, in forza del loro diritto a definire i sistemi agricoli e alimentari”.
La “Dichiarazione europea” oggi proclama: “Siamo convinti che un cambiamento al nostro sistema alimentare sia un primo passo verso un cambiamento più ampio nella nostra società”. Il programma è ritenuto realizzabile attraverso cinque manovre fondamentali, che i delegati del Forum si sono impegnati ad applicare nei loro rispettivi Paesi:
– Costruire di un modello di produzione e consumo del cibo ecologicamente sostenibile e socialmente giusto, basato su un’agricoltura non industriale e di piccola scala, e su sistemi di trasformazione e distribuzione alternativi;
– Decentrare il sistema di distribuzione degli alimenti e accorciare la filiera tra produttori e consumatori;
– Migliorare le condizioni di lavoro e gli aspetti sociali del lavoro, in particolare nel campo dell’agricoltura e della produzione di cibo;
– Democratizzare il processo decisionale sull’uso dei beni comuni (terra, acqua, aria, saperi tradizionali, sementi e bestiame);
– Assicurarsi che le politiche pubbliche, a tutti i livelli, garantiscano la vitalità delle aree rurali, prezzi equi per i produttori di cibo, alimenti sicuri e Ogm free per tutti.

Il documento approvato quest’estate testimonia l’impegno dei delegati a riaffermare il diritto di tutti i popoli a decidere i propri sistemi agricoli e alimentari, nel rispetto di persone, risorse e animali. Una decisione importante, che va controcorrente rispetto alle ricorrenti crisi e speculazioni alimentari.

Per saperne di più: http://www.nyelenieurope.net/

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