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Dipingere con i colori dell’orto. Incontro con l’artista dei Vinarelli Maurizia Gentili

vinarelli-maurizia-gentili“Vino color del giorno, vino color della notte, vino con piedi di porpora o sangue di topazio, vino, stellato figlio della terra…”. I versi dell’ Ode al Vino di Pablo Neruda sembrano accarezzare, morbidi “come un disordinato velluto”, le carte dipinte appese alle pareti. Raffigurano immagini bucoliche, scorci urbani, dettagli paesaggistici, tracciati a matita e animati dal bordeaux, dal rosa, dal verde, dal giallo. Sono i Vinarelli di Maurizia Gentili, l’artista piacentina che utilizza i pigmenti del vino e le linfe dei vegetali per dipingere le sue creazioni, disegni su cartoncino e acqueforti, apprezzate non solo in Italia ma anche in tutta Europa, negli Stati Uniti e in Giappone.

Come ti è venuta questa idea?
“Ho frequentato l’Istituto d’arte Gazzola a Piacenza e poi per qualche anno ho approfondito le tecniche dell’incisione e della scultura con l’argilla. Desideravo però avvicinarmi di più alla terra e ho pensato di provare ad affidarmi al vino, un prodotto per cui la mia zona è vocata. La prima priva, nel mio laboratorio di Carpaneto Piacentino, fu con il Gutturnio.”

In pratica come si fa a dipingere con il vino?
“Prima di tutto si deve ottenere il colore. Lascio asciugare il vino al sole in piccoli flaconcini di vetro: nelle giornate estive basta una decina di giorni, altrimenti ci vuole pazienza. Evaporando la parte alcolica, ciò che rimane è il residuo concentrato e pastoso, dal colore rotondo e pieno. Si può utilizzare così, puro, oppure diluito e miscelato per ottenere sfumature e strati. Il materiale migliore è il cartoncino ruvido, poroso, che trattiene bene i colori.”

Dopo il Gutturnio, è stata la volta dell’Ortrugo, poi della Malvasia, dei rosati e dei passiti: oggi Maurizia Gentili sperimenta e testa sulla sua speciale tavolozza alchemica, fatta di ampolle e flaconi di vetro, vini di provenienze diverse, utilizzando anche carte antiche, vecchi ricettari e quaderni che ricerca con cura. Non solo: utilizza anche la linfa dei vegetali.

Con le verdure si possono ottenere colori speciali?
“Certo, quando voglio dipingere vado a prendere i colori nell’orto. Si estrae il succo con il pestello o la centrifuga, ma il liquido è facile a cambiamenti, va conosciuto, provato. Il verde dell’asparago, il rosa della cipolla, il giallo della zucca o dello zafferano, il rosso del pomodoro, regalano sfumature bellissime.”

Altra passione di Maurizia Gentili è la poesia, che coniuga a quella per la pittura inserendo spesso nei dipinti frasi, parole, riflessioni: natura e poesia si incontrano, l’arte di Dio e l’arte dell’Uomo. Con minuziosa precisione traccia sul suo quadernetto dell’ispirazione il profilo di un albero…

Hai nuovi progetti per il futuro?
“Uno, difficilissimo: trovare il blu…”

Alessandra Locatelli

Fotografie di Leonarda Vanicelli

Per mettersi in contatto con l’artista Maurizia Gentili scrivere a:
maurizia.gentili@alice.it

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