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Donatella Cinelli Colombini presiede la DOC Orcia

Non poteva che essere così, che a guidare la DOC inserita in un territorio Patrimonio Mondiale dell’Umanità, la Val d’Orcia, venisse chiamata una persona che, prima di ogni altra cosa, vive per la tutela e il valore del paesaggio italiano: Donatella Cinelli Colombini.

La storia di questa donna del vino parla da sola: prima a capire che le cantine italiane sono un patrimonio da condividere, ha dato vita a Cantine Aperte e al conseguente Movimento del Turismo del Vino in Italia; poi ha costruito la sua cantina di sole donne, composta e dal Casato Prime Donne a Montalcino  e dalla Fattoria del Colle a Trequanda con cantina di Chianti e centro agrituristico; in mezzo ha fatto l’assessore alla cultura del Comune di Siena, ideando il trekking urbano.

Oggi è alla guida del piccolo ma significativo Consorzio DOC Orcia, succedendo a Donatella Vannetti, in un territorio che comprende 13 comuni e che, lo scorso anno, ha visto 800.000 presenze turistiche attratte dalla qualità della vita che qui si fa esplicita e da un paesaggio che non ha eguali al mondo.
Le radici di Donatella Cinelli Colombini sono e rimangono nel Brunello, che si produce ai confini dell’Orcia DOC, ma il suo impegno nei confronti del bello richiama alla mente la frase più famosa di Pellegrino Artusi: “Amo il bello e il buono ovunque si trovino”.

E in Val d’Orcia, spiega Donatella Cinelli Colombini “I vini sono davvero buoni e manifestano tutto l’impegno e la passione dei produttori che nella stragrande maggioranza fanno tutto direttamente: dalla vigna alla vendita delle bottiglie” sottolineando come, in un mondo globalizzato, nella Doc Orcia il vino sia ancora un prodotto familiare benché siano attivi ottimi consulenti agronomi e enologi. La  denominazione comprende le varietà Orcia rosso con almeno il 60% di Sangiovese e Orcia Sangiovese entrambe anche nella tipologia Riserva, Orcia bianco, rosato e  Vin Santo. Nata il 14 febbraio 2000 si estende su 13 comuni: Buonconvento, Castiglion d’Orcia, Pienza, Radicofani, San Giovanni d’Asso, San Quirico d’Orcia, Trequanda e parte di Abbadia San Salvatore, Chianciano Terme, Montalcino, San Casciano dei Bagni, Sarteano e Torrita di Siena.

Nessun dubbio sul rinascimento che la neopresidente saprà dare a questo territorio, e auguri di un grande successo a lei, ai produttori e ai soci che l’affiancano nel consiglio d’amministrazione del Consorzio: Andrea Bruni (vicepresidente) agronomo consulente di Podere Forte di Castiglion d’Orcia, Roberto Terzuoli dell’Azienda Sasso di Sole Torrenieri – Montalcino, Paolo Salviucci Cantina Campotondo di Castiglion d’Orcia, Marco Capitoni dell’omonima azienda di Pienza, Antonio Rovito dell’Azienda Val d’Orcia Terre Senesi di Castiglion d’Orcia, Gabriella Giannetti dell’azienda San Savino ancora di Castiglion d’Orcia, Emanuele Bizzi direttore dell’Azienda agricola Trequanda  e Giuseppe Olivi dell’Azienda Le Buche  di Sarteano.

 

Luigi Franchi

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