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I drink dell’estate sono i classici degli anni ’20 e ’30

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manhattan-drinkNel prepararci alla calura agostana prevista dalla seconda decade, riprendiamo a parlare di cocktail e di tendenze estive. Nei locali italiani che fanno tendenza a fare da comune denominatore anche quest’anno sono i soliti noti: mojito, evergreen, spritz, must dell’estate, e i vari Daiquiri, Caipiroska e via di seguito.
Abitudini consolidate a parte, un’altra tendenza che si riscontra in parallelo è un ritorno al passato e ai miti degli anni ’20 e ’30.  All’Hotel Quisisiana di Capri e nei suoi Quisi Bar si beve il Manhattan e l’Aviation.
Il Manhattan, come avviene spesso nella romanzata storia dei cocktail, ha un’origine incerta. La versione più accreditata racconta che fu ideato al Manhattan Club di New York per Lady Randolph Churcill, durante un bachetto in onore del politico Samuel J. Tilden, democratico in corsa per la Casa Bianca.
La ricetta originaria prevede 7 parti di whisky rye, 3 di martini rosso e due – tre gocce di angostura, ma nel tempo si sono diffuse diverse versioni, come il Dry Manhattan che divenne alla moda negli anni 30 e 40 che sostituì al vermouth rosso il dry e il Perfect Manhattan, da servire come aperitivo, che prevede 6 parti di Whiskey Rye2 di Vermouth rosso e 2 di Vermouth dry.
L’Aviation, risale ai tempi della Prima Guerra Mondiale e fu ideato in onore degli aviatori inglesi, probabilmente all’interno di qualche circolo ufficiali da un barman che non aveva moti ingredienti a disposizione. La ricetta base è costituita da 6 parti di gin, 3 di succo di limone fresco e 1,5 di maraschino, 5 di sciroppo di zucchero.
Anche l’Americano risale a quegli anni e, nonostante il nome, contiene solo ingredienti italiani per la precisione, provenienti da Milano – Torino, tant’è vero che in alcuni bar italiani viene così chiamato. La ricetta comprende 4 parti di Campari, 4 di vermouth rosso e 2 di soda.
Una versione fa derivare il nome dalla moda americana di bere “on the rock” in bicchieri old fashioned, mentre un’altra vuole che il drink sia stato creato in onore del pugile Primo Carnera chiamato, appunto, “L’Americano”, perché era stato il primo europeo vincere un titolo mondiale a New York.
negroni-drinkIl Negroni è una derivazione dell’Americano. La sua vicenda lo riporta agli anni 20 del Novecento, quando il conte Camillo Negroni chiese al suo barman preferito, Fosco Scarselli, del bar Casoni in via Tornabuoni, a Firenze di aggiungere un po’ di Gin alla ricetta originale. Oggi il bar è stato rilanciato dallo stilista Roberto Cavalli e si chiama Caffè Giacosa.
Gli intenditori come Vermouth preferiscono lo storico liquore Carpano, torinese doc e come secondo ingrediente il bitter.
Popolarissimo negli ultimi tempi è anche la variante “Sbagliato” del Negroni, detto anche semplicemente Sbagliato. Nasce negli anni ’60 a Milano nello storico Bar Basso da un errore del barista che scambiò, per errore, la bottiglia del gin con quella del prosecco. Il risultato è una gradazione alcolica del cocktail molto più leggera. La ricetta prevede 3 parti di Bitter Campari, 3 parti di spumante brut e 3 parti di Martini rosso. Si aggiunge ghiaccio, mezza fetta di arancia e twist limone.

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