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Tutti pronti per “Eat in” a Faenza?

Appuntamento a Faenza dal 23 al 25 settembre con quelli di Slow Food a "Eat in", un'occasione di estrema partecipazione da parte di chi produce e vende con chi consuma, ma i posti sono limitati!

eat-in-slow-food-faenzaLe sigle, si sa, possono assumere molteplici significati, ma che OGM diventi, grazie all’inventiva dei soci Slow Food faentini, ORIZZONTI GASTRONOMICI MUSICALI è da sballo. Ma non è finita qui: gli stessi hanno trasformato il termine meeting in EAT IN.
Solo voglia di scherzare con le parole? Tutt’altro: voglia di riempire le parole di contenuti nuovi, come quelli che sono racchiusi nel più importante festival di musica italiana dedicato agli artisti emergenti che si terrà a Faenza da venerdì 23 a domenica 25 settembre, in cui il cibo entra da protagonista.
A Supersound, oltre alla musica delle nuove band e ad un concerto di Roy Paci, ci saranno anche quelli di Slow Food che daranno vita ad un esperimento gastronomico, praticabile solo in luoghi dove la socialità è elemento identitario. E Faenza ben si presta.
Eat In è una manifestazione che vuole celebrare il cibo e chi lo produce, favorendo il confronto e la discussione tra che lo vende, chi lo prepara e chi lo consuma. Un Eat In può tenersi ovunque ci sia un posto vocato all’ospitalità, che si tratti di struttura pubblica o privata non ha importanza.
In questi luoghi, nel caso specifico molte case dei faentini, ma anche pubblici esercizi, aprono le porte a chi vuole far da mangiare per gli altri, con uno spirito improntato alla convivialità e alla partecipazione.
Gli iscritti all’iniziativa si ritroveranno sabato mattina al mecato delle erbe per fare la spesa tutti insieme, poi ognuno andrà a casa delle famiglie di Faenza per preparare il cibo e, alla sera, una lunga tavolata in Via Pistocchi ospiterà i partecipanti per la condivisione del cibo preparato. Tutt’intorno la musica.
Chi volesse provarci può scrivere a info@slowfoodfaenza.it, forse c’è ancora posto. Ma in fretta se si vuole poi godere della serata gastronomica slow.

Guido Parri

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