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Fame e obesità, paradosso del benessere

È in corso a Milano un convegno sull’innovazione nell’agroalimentare organizzato dal Comitato Scientifico di Expo 2015.

Estendiamo ai nostri lettori una riflessione del prof. Paolo De Castro, presidente Commissione Agricoltura della Comunità Europea.

Non è proprio un segnale d’allarme, ma una forte preoccupazione per quello che potrebbe accadere in futuro se i consumi mondiali continueranno nella direzione, pericolosa per gli equilibri del pianeta, che si è presa negli ultimi anni.

Una deriva legata ad un paradosso, preannunciato nel titolo, che è diretta conseguenza dell’aumento della ricchezza pro capite, infatti, basta che larghe fasce di popolazione, si pensi a Cina e India, abbiano un leggero miglioramento, perché si passi dal consumo di proteine vegetali al consumo di proteine animali.

Nulla di strano, anche l’Italia ha subito questa trasformazione, ma noi eravamo pochi e non spostavamo molto sull’asse terrestre.

Ora sono miliardi di persone che cambiano abitudini alimentari, che subiscono le conseguenze di un’alimentazione improvvisamente diversa che, ed ecco il paradosso, porta anche all’obesità.

Oggi la Cina consuma in media più carne degli USA.

Parallelamente, poi, drastiche saranno le conseguenze per il pianeta, perché il rischio che stiamo correndo è che si riduca enormemente la disponibilità di cereali che vengono ora destinati in massicce quantità agli allevamenti intensivi.

Di questo le grandi lobbies mondiali sono consapevoli da tempo, tanto che è in atto una grave azione di accaparramento delle terre, solo in Africa oltre 80 milioni di ettari (cinque volte l’Italia) di terre agricole sono passate di mano negli ultimi tempi.

Questi movimenti generano guerre e carestie. I sommovimenti della Primavera Araba sono la conseguenza di uno shock del prezzo della farina, che in occidente è passato quasi inosservato, nel nord Africa ha creato i presupposti una rivoluzione.

Insomma, c’è chi ancora non mangia a sufficienza, chi si alimenta troppo, c’è una nuova povertà nei paesi ricchi, ma c’è anche un pericolo imminente che graverà sul nostro futuro se non si presta attenzione a ciò che globalmente consumiamo ogni giorno.

Anche su questo Expo2015 dovrà dimostrare di saper porre al centro questi problemi e non solo di essere una importante e giusta vetrina del Made in Italy.

De Castro ha suggerito un modo di dire che sarà il tema dei prossimi anni, Intensivazione Sostenibile, vedremo se ne saremo capaci.

Aldo Palaoro

 

 

 

 

 

 

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