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Far conoscere l’italianità in cucina

Italianità è socialità. Italianità è creatività, convivialità e condivisione. Italianità è l’imbarazzo per il silenzio durante una conversazione (che in altre culture è invece segno di rispetto e dovuto); è teatralità nei gesti, e i discorsi dalle mille subordinate. Passione ed empatia, anche questo è italianità.

L’italianità si mostra a tavola. A cena o a pranzo, si consuma molto di più che un pasto. A concretizzarsi è l’essenza stessa della cultura italiana. Che sia in una trattoria, un ristorante più raffinato, oppure al bar a fare l’aperitivo: nel cibo preparato ‘per noi’ ritroviamo il lavoro di chi l’ha prodotto e insieme la passione e la gioia di condividere la propria creatività. Nei menù con specialità regionali e le portate pensate per essere condivise, al centro, c’è la passione dell’oste che accoglie i commensali per farli star bene a tavola, renderli parte di ogni storia dietro il piatto servito, unendo intrattenimento e gusto, all’insegna della socialità che caratterizza l’italianità.

All’estero l’italianità conosciuta è quella della ‘dolce vita’, declinata nella passione per il cibo, l’arte del cucinare, dei ristoranti del ‘fatto in casa’ che continua ad affascinare in tanti nel mondo. Il made in Italy a tavola è un passepartout, una garanzia di bontà, tradizione e autenticità.

Per molti italiani che vivono all’estero, l’eccellenza dell’italianità in materia gastronomica è un sentimento forte e vivo, alimentato dai legami che si mantengono con il Bel Paese e dai, possibilmente, frequenti viaggi di ritorno nei luoghi natii, nelle regioni dalle quali si è partiti.

Tuttavia per le terze e quarte generazioni, ormai radicate nel territorio che ha accolto i padri e i nonni, l’italianità è vissuta quasi ‘in potenza’. E’ una sentimento, una Weltanschauung, della quale si ha scarsa, nulla, esperienza diretta.

L’italianità, molti connazionali e gli amici non italiani, la conoscono grazie all’export, che riveste dunque una funzione fondamentale per aiutare ‘quelli fuori’ a tener salda, a recuperare, o addirittura conoscere, le (proprie) radici italiane, anche alimentari. L’export per far conoscere, attraverso canali dedicati, la centralità di cibo e cultura locale. L’export per aiutare i retailer stranieri a evolvere il proprio business nel rispetto della tradizione culinaria italiana.

In Svizzera, ad esempio, una persona su otto è, per ragioni differenti, legata alla lingua o alla cultura italiane: origine, famiglia, lavoro, tempo libero. Ci si tiene all’italianità. Ma al contempo, in alcuni Cantoni più che in altri, persistono forti sentimenti ambigui nei confronti dell’identità italiana d’oltre confine. Si sente, oggi dunque più che mai, la necessità di slegare l’italianità da una specifica entità politica o geografica, per legare il concetto invece a un modo di fare esperienza del mondo e della realtà. Nelle arti, nelle scienze, e, per l’appunto, nella cultura gastronomica.

E’ anche con questo spirito che nasce www.corrieredellitalianita.ch, il nuovo progetto editoriale de ‘Il Corriere degli Italiani’, storico settimanale che in Svizzera si propone di diffondere i valori della cultura italiana anche culinaria. Intendendo ospitare interviste e commenti da ristoratori e professionisti del settore nel campo alimentare, italiani, l’obiettivo del portale web è promuovere le eccellenze del nostro Paese e il dialogo ‘a tavola’ tra terre di confine.

Valeria Camia

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