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FareAmbiente presenta il rapporto sulle frodi alimentari

fareambiente-presidente-pepeIl Rapporto sulle frodi alimentari e agroalimentari dell’associazione FareAmbiente evidenzia, per il 2010, in quasi  11,5 milioni i prodotti contraffatti. Il dato è fornito dall’ Ufficio antifrode Agenzia delle Dogane, senza contare il valore dei beni adulterati e sofisticati che aggira intorno a oltre 22 milioni di euro per il Nac (Nucleo antifrodi dei Carabinieri Politiche agricole), oltre 1,5 milioni per i Naf (Nucleo agroalimentare e forestale) e oltre 756 milioni per i Nas.
Vincenzo Pepe, presidente di FareAmbiente, nella presentazione del rapporto, spiega con queste parole il motivo per cui un’associazione ambientalista si è cimentata in questa ricerca: “Portare avanti una battaglia per la buona qualità dell’ambiente significa influire anche sulla buona qualità del cibo”.
I dati relativi a contraffazioni e sofisticazioni possono essere interpretati anche secondo prospettive positive. Non solo perché il risultato dei tantissimi controlli ma anche perché “è la prova che i prodotti italiani sono di grande qualità” ha affermato l’onorevole Paolo Russo, presidente della Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati, intervenendo alla presentazione. 
La presentazione del rapporto e’ stata anche l’occasione di un confronto su proposte per una maggiore sicurezza degli alimenti e tutela del consumatore. Proprio sul fronte normativo il Colonnello Maurizio Delli Santi ha sottolineato come “sebbene l’Italia abbia un impianto normativo molto avanzato non sia possibile paragonare la frode in commercio per un paio di scarpe alla frode in commercio per gli alimenti”.
Il presidente di FareAmbiente ha invece evidenziato uno dei nodi irrisolti della vicenda: “Ribadiamo l’importanza non solo della tracciabilità dei prodotti in commercio ma anche nel ristorante. Crediamo sia essenziale che il consumatore possa sapere da dove provengono gli ingredienti dei piatti. Come sarebbe essenziale promuovere l’educazione alimentare nelle scuole”.
Il rapporto, nella parte finale, contiene una serie di consigli utili al consumatore per riconoscere e difendersi dalle frodi alimentari che, per Sergio Tirrò, Capo Sezione addestramento e Studi del Comando NAS “hanno sempre più a che fare con vere e proprie imprese criminali che portano a termine condotte illecite. In aumento è anche la connotazione internazionale. Per questo è forte la necessità di collaborare con le forze di polizia e gli organi di controllo di altri paesi. Posso però affermare che all’estero è difficile trovare Stati con un sistema di controlli ad hoc come quello italiano”. D’altra parte, ha concluso Tirrò “l’Italia non è il paese dove avvengono più fordi ma quello dove ci sono più controlli”.

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