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I frutti di un giovane talento

Una famiglia molto unita, tutta vocata a gestire il proprio gruppo aziendale e una voce fuori dal coro, quella del giovanissimo e volitivo Riccardo, attratto a tal punto dalla cucina da non voler sentire altre ragioni. E anzi, con le idee già chiare: frequentare l’istituto alberghiero di Casargo (quello e non altri), specializzarsi ad Alma e aprire una catena di ristoranti.
Spiazzante questa determinazione che non ha potuto che essere assecondata per poi comprendere, lungo il percorso, che non erano solo parole ma un talento che si stava disvelando.


Allora, cosa può fare un genitore, con la lungimiranza e gli strumenti di imprenditore, se non continuare a dar voce al proprio figlio a oltranza, facendosi lui  – dopo che Riccardo è rimasto vittima di un attacco cardiaco sulle piste da sci- braccio operativo della sua passione?
Questa è una storia di grande luce che prevarica qualsiasi tentativo di farsi buio, di esemplare apertura che scardina con forza quello che sarebbe un giustificato ermetismo, di bene per il mondo della ristorazione che è quanto Marco, il papà di Riccardo, sta seminando a piene mani: le mani di Riccardo.
La sua prima decisione è stata di impegnarsi per il CFPA di Casargo, l’istituto alberghiero che il figlio aveva iniziato a frequentare, in qualità di presidente del cdA (l’istituto è sotto la giurisdizione della Provincia).
“Tu, mondo del lavoro, devi dare suggerimenti alla scuola perché i ragazzi ti approccino, al momento opportuno, nel miglior modo possibile” questo ripete e si ripete nel portare avanti il suo compito.
Alzare l’asticella della preparazione dei ragazzi in una scuola che quanto a operatività parte  già da una buona base privilegiata( grazie alla natura di scuola albergo), con lo sguardo analitico di chi imprende inesorabilmente ogni giorno su un mercato che non fa sconti.
“Tocca a noi tenere accesa la fiammella per alimentare sempre più la passione di questi ragazzi, stimolarli quotidianamente” va ripetendo. E più si addentra e conosce il meccanismo più sforna idee, perché la passione di suo figlio resti viva attraverso le esperienze dei compagni.


Così Marco è partito dall’istituzione di borse di studio che assegna ogni anno ai compagni di Riccardo che si siano distinti. Quest’anno ne beneficeranno in 7, tra corsi ad Alma e tirocini presso Cracco piuttosto che a Lampedusa o Tanzania, presso l’orfanotrofio di una missione dove è stata installata una provvidenziale cucina in nome di Ricky (possiamo solo immaginare che esperienza soprattutto dal punto di vista umano sarà questa per i ragazzi!).
Da qui a poco a poco Marco ha iniziato a risalire la china di progetti importanti, ambiziosi, forti come lo è la motivazione che lo spinge.
“Quando ho visitato Alma ho capito il sogno di mio figlio” racconta. Tuttavia non si è limitato a rimanere sorpreso bensì ha rilanciarlo con “perché non creiamo anche sul territorio lombardo una scuola di Alta Formazione, incentrata in particolare sull’Hotellerie?” .
La natura vuole essere quella di scuola/impresa per la forte componente pratica che la caratterizzerà.
E anche qui riemerge l’intento di premiare chi ha passione e magari non le possibilità economiche. A questo proposito l’intento è di calmierare la retta. “Mio figlio mi ha insegnato a donare. Lui aiutava, i compagni di scuola, gli amici…”
Dopo una serie di valutazioni è stata individuata una villa del lecchese che, con i dovuti interventi, potrebbe rivelarsi perfetta. A questo progetto le Istituzioni ci credono.


E qui il rilancio di Marco Galbiati, tanto volitivo quanto tempista “ se come suola ci crediamo veramente non stiamo in attesa che prendano forma le condizioni ma intanto prepariamo il terreno, creiamo un master in direzione di quell’Alta formazione che è  il nostro obiettivo”.
Così presso la scuola di Casargo è nato, grazie ad Apaf (Agenzia provinciale per le attività formative), il corso IFTS Chef Galbia di 1000 ore (di cui 450 di stage) in aziende di prestigio pensato per chi, residente o domiciliato in Lombardia, è in possesso di diploma superiore o professionale di tecnico piuttosto che di ammissione al quinto anno dei percorsi liceali.
Questo con l’intento di formare una figura di Tecnico in grado di operare per la promozione del territorio in ambito gastronomico e di contribuire alla realizzazione di eventi promozionali o esperienze di eccellenza ristorative, di acquisto, di turismo e di soggiorno, fra le altre cose.
Già la prima edizione che si è chiusa non ha mancato di portare soddisfazioni  fra cui l’assunzione a tempo indeterminato della giovane Noemi Laurino presso la nota catena di trattorie italiane Big Mamma di Parigi.
Il corso è pronto a ripartire da ottobre 2019 e si protrarrà fino a giugno 2020, ha carattere gratuito e prevede il regime convittuale con rette agevolate. 
E a proposito di Hotellerie, che vuole essere la vocazione della scuola di Alta Formazione che verrà, anche qui non si perde tempo. Marco racconta che a settembre partirà un bel progetto,  Chef in tour, che vedrà sotto i riflettori 12 realtà alberghiere della Regione Lombardia che ospiteranno un gruppo di studenti dell’istituto alberghiero CFPA di Casargo.
Questi realizzeranno- insieme allo chef dell’hotel– una ricetta in cui il prodotto della Valsassina (in cui la scuola ha sede) si integrerà con le tradizioni turistiche dell’area ospitante. Ne uscirà un video integrato a interviste, momenti di contestualizzazione turistica e approfondimenti culinari,  che verrà diffuso su più canali, a partire da un canale televisivo primario. Un’ottima occasione di visibilità per gli albergatori e un’esperienza sul campo da ricordare per gli studenti.
Toniamo a un padre, che si fa motore della passione del proprio figlio, mettendo sul tavolo tutto l’ingegno e e le abilità di cui dispone. “Non sono io, è lui che mi dà la forza” è solito ripetere Marco.
“Sei diventato papà che si preoccupa di altri figli – gli fa notare una persona amica – e diventerai colui che regalerà sogni a chi la tenacia di voler essere il migliore degli chef”.

Simona Vitali


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