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I nonni a pranzo con i bambini nelle scuole di Milano

A Milano è stata introdotta una nuova buona pratica che fa ben sperare e dimostra ancora una volta il proverbiale detto della città: “col cuore in mano”. A partire da lunedì 20 ottobre, in alcune scuole primarie, hanno fatto il loro ingresso alcuni anziani accolti a pranzo dai bambini.
Si tratta della seconda parte del progetto “Io Non Spreco” avviato la scorsa primavera con la distribuzione in 500 classi di circa 10000 sacchetti “salva merenda” da usare per conservare e portare a casa i prodotti non immediatamente deperibili non consumati durante il pasto (pane, frutta, budini e muffin).
Questa fase, invece, denominata “Adotta un Nonno” è dedicata agli anziani, ma non a persone indigenti, bensì a persone che, già seguite dai servizi sociali del Comune, possano godere del momento più importante della giornata in compagnia dei loro più piccoli concittadini.
Un’azione che mira ad alleviare, soprattutto, la solitudine, a offrire momenti di aggregazione in un luogo deputato all’educazione e, dunque, potenzialmente biunivoca, perché i nostri “nonni” hanno tanto da offrire alle giovani generazioni, anche solo l’esempio che può trasformarsi in minor spreco, perché forse i bambini, vedendo gli anziani ospiti mangiare senza distrazioni o diffidenze, saranno stimolati a mangiare di più, senza avanzare.
I bambini, preparati dai propri insegnanti, hanno accolto con entusiasmo nonne e nonni, disegnando i segnaposto per ciascuno di essi che si è sentito subito a proprio agio, come a casa con tanti nipotini intorno.
Siamo solo alla fase di test, ha dichiarato l’Assessore Majorino, ma se questa è l’accoglienza e, come pare, gli anziani sembrano gradire la compagnia, siamo certi che il progetto prenderà piede e, gli fa eco il collega dell’Istruzione, Assessore Cappelli, si potrebbero studiare ulteriori forme di presenza nelle scuole.
Milano Ristorazione non è nuova ad azioni di questo tenore, già da anni promuove in collaborazione con Banco Alimentare la raccolta di pane e frutta, alla quale ha affiancato l’operazione del sacchetto “salva merenda”, ma si è anche adoperata per recuperare le porzioni di cibo (quando accade il caso che si sia una differenza tra prenotato e confermato), rimaste nei centri cucina, dove possono essere “abbattute” e conservate per una distribuzione nei centri di accoglienza.

Eugenio Negri

Foto: Andrea Scuratti

 

 

 

 

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