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Il futuro della buona alimentazione? Inizia da giovani

La riscoperta della cultura della terra, del consumo consapevole e della sicurezza alimentare. Ma anche la riduzione degli sprechi e la tutela della biodiversità, oltre ai cambiamenti necessari per garantire l’alimentazione del futuro. Sono solo alcuni dei temi trattati nel corso del workshop “Riflessioni sul futuro: scienza per una vita migliore”, tenutosi lo scorso 9 aprile al Campus Agroalimentare Raineri-Marcora di Piacenza. L’incontro, realizzato con il sostegno di Bayer e il patrocinio di Expo 2015, ha contato sul contributo scientifico di professionisti del settore, chiamati a riflettere sulla sfida del millennio: la garanzia di cibo per tutti. Ad aprire il dibattito è stato il preside della facoltà di agraria di Piacenza, Lorenzo Morelli, che ha sottolineato come tra i problemi più urgenti da risolvere figuri quello relativo alla sicurezza degli alimenti, considerato che 2 milioni di persone al mondo muoiono ogni anno proprio a causa del cibo poco sicuro. Ecco perché, come ha ribadito Eric Porcari, ricercatore in economia agraria, è tanto più importante conoscere a fondo i fattori di rischio nella contraffazione dei prodotti, in un contesto di calo dei consumi e aumento della complessità delle filiere.
A porre l’accento sullo spreco di cibo è stato l’agronomo e giornalista Duccio Caccioni. “La perdita della produzione agricola – ha osservato – può avvenire in campo, prima della raccolta, a causa di parassiti, funghi, batteri, per il 20-40% delle raccolte potenziali, oppure nel post-raccolta, per il 30-35% delle perdite. Gli sprechi sono ingenti, perché nel cibo che ogni giorno viene buttato c’è, oltre a ciò che abbiamo acquistato, anche il packaging del prodotto, le spese di trasporto, i danni ambientali. Per questo la sfida dei prossimi decenni sarà ridurre gli sprechi”.
Una sfida che si accompagna, però, a due obiettivi primari: risolvere il dramma della sottoalimentazione ed estendere il diritto al cibo di buona qualità. Rilevante il contributo di Bayer CropScience in Italia, di cui Greta Pignata ha illustrato l’iniziativa multimediale “Coltura&Cultura” (www.colturaecultura.it), un portale che guida alla scoperta di come nasce ciò che mangiamo e intende rispondere alle esigenze dei giovani che si stanno avvicinando alla terra, raccogliendo il sapere di oltre 600 esperti, per raccontare i gioielli del nostro agroalimentare e fornendo 15 volumi scaricabili, dedicati alle principali colture italiane.
Massimo Spigaroli, infine, presidente di Chefto Chef e patron dell’Antica Corte Pallavicina, ha sottolineato il ruolo del cuoco nel garantire la qualità delle materie prime, aiutando così da un lato chi produce e contribuendo, dall’altro, alla tutela della biodiversità. Spigaroli ha illustrato, inoltre, il progetto dell’associazione Chef to Chef per Expo: tre viaggi speciali sul fiume Po, lungo la via Emilia e sul crinale, per valorizzare la produzione nel primo caso, lo street food nel secondo e le erbe spontanee nel terzo. A Milano, invece, sarà realizzata una sfoglia di 50 metri, in cui ognuno metterà un ripieno diverso, espressione dell’incontro e dialogo di differenti identità culinarie.

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