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Il prezioso Moscato di Scanzo

L’occasione degli auguri per le Feste di Natale mi permette di raccontarvi del Moscato di Scanzo prodotto esattamente a Scanzorosciate, a qualche chilometro da Bergamo, e delle Cantine che fanno incetta di premi grazie alla Qualità che da sempre merita questo vino passito. Inoltre vi presenterò l’Associazione degli Amici e Produttori del Moscato – Scanzorosciate, di cui sono Vicepresidente, questo senza andare assolutamente contro quello che è il lavoro e l’importanza del Consorzio per la Tutela del nostro Moscato, che ricordo essere la più piccola Docg italiana.

Siamo appena fuori Bergamo nel Comune di Scanzorosciate, nell’era del mesozoico su quelle colline si formarono dei depositi chiamati “Sass della Luna” e grazie a questi sedimenti di origine calcareo-marnosa, il Moscato di Scanzo gode tutt’oggi di caratteristiche uniche. Ricordo poi che già dalla metà del 1700 veniva coltivato il Moscato di Scanzo anche da allora con un’attenzione quasi maniacale; ed eccoli i chicchi di uva rossa che vengono selezionati prima in vigna e poi in cantina, raccolti a tardo Ottobre e successivamente portati nel fruttaio, dove i grappoli vengono lasciati appassire per 30 35 giorni. Poi il vino viene lasciato riposare in botti d’acciaio e successivamente affinato in bottiglia. Di colore rosso rubino, ha profumi intensi; dominanti quelli fruttati di confettura, piacevoli le note floreali e della rosa, poi erbacei come la salvia, e per i passiti più invecchiati sentori leggermente speziati o addirittura eterei se si tratta di annate storiche come il 2003, dove si possono percepire i profumi di sacrestia, le cere e l’incenso. Questo vino rosso passito, è prodotto su una piccola superficie di soli 31 ettari nel Comune di Scanzorosciate dove vengono prodotte dalle 22 Aziende che fanno parte del Consorzio circa 60.000 bottiglie da mezzo litro – davvero poche se ci pensiamo – e forse proprio per questo il Moscato di Scanzo è ancora più prezioso e ricercato.

Ricordo con una nota di colore, quanto il nostro Moscato fosse conosciuto come “il vino degli Zar”, è infatti noto che Giacomo Quarenghi architetto bergamasco, avesse collaborato alla realizzazione della città di San Pietroburgo. Fu lui a portare in dono allo Zar il vino passito Bergamasco. Non appena assaggiato, lo Zar ma soprattutto la Zarina se ne innamorò e per lungo tempo questo vino non mancò mai sulle tavole degli Zar di Russia. Sempre in quel periodo conquistò proprio i londinesi che lo trasformarono in passito, spinti dalla voglia di creare un nuovo sherry di uva, diventando il vino più caro al mondo, quotato alla borsa di Londra.

La Docg è stata attribuita nel 2009 su proposta di Paolo Bendinelli, produttore dell’Azienda La Brugherata e presidente per 17 anni del Consorzio di Tutela e Corrado Fumagalli, storico sostenitore di questo vitigno; da Novembre 2012 a guidare il Consorzio è Angelica Cuni, produttrice dell’Azienda Il Cipresso.

C’è da dire che fino a qualche tempo fa, il Moscato di Scanzo era considerato soprattutto un tipico vino da meditazione ma vi posso garantire che gli accostamenti con i formaggi ne esaltano le qualità. Sono piacevoli poi gli incontri che vengono proposti all’interno delle Cantine, e allora lo Scanzo si accosta sì ai formaggi, ma anche al cioccolato e soprattutto al gelato, accoppiamenti considerati estremi fino a qualche anno fa.

Il 4 Luglio 2011 nasce anche l’Associazione Amici e Produttori del Moscato Scanzorosciate, che raggruppa ristoratori, produttori degustatori e semplici appassionati, insieme per valorizzare in modo autentico il Moscato di Scanzo, e la terra bergamasca.

Per finire crediamo di avervi dato ottimi motivi e buoni consigli, per fare una visita nelle Cantine di Scanzorosciate, alla scoperta di quel nettare sublime chiamato Moscato Di Scanzo. Buone Feste dunque e come sempre …

In alto i calici con il Moscato di Scanzo !

Renato Rovetta

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