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Il Reborino di Stresa

Ci sono luoghi che, oltre alla bellezza naturale dei propri paesaggi, sono associati ad un monumento, altri che usano i fiori per promuoversi, ancor più però è il cibo che rappresenta al meglio un territorio, con nomi di località che son quasi più conosciuti come specialità alimentari. Tra questi c’è chi sceglie la via dolce per lasciare un gustoso ricordo da portarsi casa per mantenere viva l’emozione di un bel viaggio, magari anche buono.

C’è chi non passa da Saint Tropez senza deliziarsi con una soffice tropezienne, chi invece, va apposta a Felino per mangiarsi sul posto il rinomato salame, non si contano i Baci da diverse località, perché il biscotto è adatto a diventar biglietto da visita. Così ad esempio Stresa è nota nel mondo, grazie alla sua clientela internazionale, per la celebri margheritine un biscotto morbido, setoso, friabilissimo, inventato addirittura a metà del 1800 e dedicato dal pasticcere che lo inventò, Pietro Antonio Bolongaro, alla Regina Margherita, quella della pizza, il che fa pensare che la regnante fosse una grande appassionata di cucina.

A Stresa, però, la vena dolce e l’idea di abbinarci il ricordo a personaggi illustri chi vi soggiornarono non si è esaurita, così, già  un dolce ‘Antonio Rosmini’ è apparso sugli scaffali e ultimamente la Commissione Consultiva della Biblioteca Comunale insieme al Comune della città lacustre ha promosso un concorso tra i pasticceri locali per ricordare il poeta rosminiano Clemente Rebora, milanese di nascita, stresiano d’adozione. Le poesie del Rebora dovevano esser d’ispirazione dove cercare citazioni di ingredienti.

I pasticceri hanno partecipato con entusiasmo e ne è nato il ‘Reborino’, creato da Emanuela Meroni e Giorgio Grisoni della Pasticceria Pompa che hanno individuato il miele come caratterizzante.
Il ‘Reborino’ è sfizioso ed elaborato, composto da una base di pasta frolla ricoperta di marmellata alle arance amare e bitter con sopra una cialda di cereali, nocciole, mandorle, miele, canditi e zucchero con in cima una ganache di cioccolato e panna ricoperta di cioccolato fondente.

 

Aldo Palaoro

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