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Il vino italiano alla conquista del mondo

Un mercato in crescita, in Italia e nel resto del mondo. Il vino italiano piace sempre di più. L’indagine di settore condotta dall’Area Studi Mediobanca e pubblicata in occasione di Vinitaly dimostra il forte contributo delle vendite estere sul fatturato italiano e il solido aumento degli investimenti (+10%) nonostante la flessione dello 0,4% dell’intera economia. Tra i fattori determinanti lo sviluppo del mercato asiatico con un aumento delle vendite nel 2013 del 16,9% e l’indice di Borsa mondiale del settore vinicolo in crescita del 336,5% dal 2001. Le attese per il 2015 sono prudenti ma fanno ben sperare in un’ulteriore crescita delle vendite di almeno il 5%.
L’indagine ha coinvolto 122 aziende italiane con fatturato superiore ai 25 milioni di euro lungo un periodo dal 2009 al 2013, l’analisi aggregata di 13 imprese internazionali quotate con un fatturato superiore ai 150 milioni di euro e l’esame dell’andamento dell’indice di Borsa delle imprese vinicole.
Viene confermato il trend positivo del vino italiano che mantiene stabile il fatturato in Italia ma cresce del 4,1% all’estero con punte del 6,2% per lo spumante che segna un primato anche per gli investimenti tecnici (+58% rispetto al 2013).
L’Asia si rivela la destinazione preferita per i vini italiani con un incremento del 16,9% seguita dal Nord America (+6,1%) e dai Paesi UE che si confermano con l’1,7% in più la prima piazza estera.
Il Gruppo Cantine Riunite-GIV è l’impresa vinicola italiana che, con un fatturato di 356 milioni, guida la classifica dei top seller. Seguono Caviro con 314 milioni e Campari con 209 milioni. In crescita il fatturato del Gruppo Antinori e della cooperativa Mezzocorona, ma il record di crescita spetta alla Mgm che passa da 66 a 73 milioni e a Ruffino (da 75 a 81 milioni di euro).
Sul fronte estero la medaglia d’oro va a Ruffino, che realizza all’estero il 92,9% del fatturato, seguita da Masi Agricola (90,5%) e da Fratelli Martini (89,5%).
Dati confortanti, che fanno ben presagire per il 2015, anche se solo il 9% degli intervistati prevede una crescita superiore al 10%. L’82% però confida nella stabilità e pur senza aspettarsi grandi exploit prevede un buon 5% in più rispetto all’ultimo anno confidando nella debolezza dell’euro.
Sarà forse la Borsa a dare segnali positivi nel 2015; intanto il mese di gennaio ha portato con sé la prima quotazione di una società vinicola italiana, l’Italian Wine Brands controllante della Giordano Vini.
Investire nel vino sembra essere un buon affare; secondo i dati elaborati da Mediobanca, infatti, si rileva una crescita dell’indice di Borsa mondiale nel settore vinicolo del 336,5% rispetto al più modesto 87% delle Borse mondiali.

Marina Caccialanza

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