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Il cibo immaginario

Dal 3 dicembre al  6 gennaio 2014  a Roma  a Palazzo delle Esposizioni, si potrà visitare la mostra “Il cibo immaginario” (1950-1970 pubblicità ed immagini dell’Italia a tavola), prodotta da Artix in collaborazione con Coca-Cola Italia e Gruppo Cremonini e Montana, racconta 20 anni di vita e costume italiani.

Non è un caso che sponsor siano Coca-Cola e carne Sammontana (oggi nel gruppo Cremonini) due marchi rimasti nella memoria storica, che accompagnarono verso la modernità; molti ricorderanno Gringo, il cowboy che sponsorizzava le scatolette di carne in epoca di spaghetti western.
La mostra è stata presentata in anteprima ai media in  una conferenza stampa a cui sono intervenuti Marco Panella (presidente di Artix, curatore della mostra), Vittorio Cino  (direttore Comunicazione e rapporti istituzionali Coca-Cola Italia),  Luigi Scordamaglia (amministratore Delegato Inalca spa del Gruppo Cremonini) ed Aldo Grasso (critico  televisivo ed editorialista del Corriere della Sera).

I documenti esposti nella mostra sono stati trovati nelle case e nelle cantine, nei mercatini del piccolo modernariato e sui siti di aste telematiche… materiale povero e al tempo stesso ricco di vita vissuta che dà un ritratto dell’Italietta, di com’eravamo: riviste (dalle quali sono state tratte le inserzioni pubblicitarie) e poi depliant, cataloghi premio, agende per la casa, calendari, locandine, cartoline illustrate, fotografie, figurine, fumetti; a completamento della memoria cartacea, una selezione di piccole latte pubblicitarie, oggetti ed utensili promozionali di quando la parola gadget non era ancora  entrata nell’uso quotidiano.

«Il punto di osservazione scelto per il racconto della mostra – dichiara Marco Panella  – è quello della memoria e del linguaggio estetico delle pubblicità del cibo; ci restituiscono intatta l’immagine di una Nazione che aveva fiducia in se stessa, pur con tutti i suoi tratti d’ingenuità». Aldo Grasso, nel suo intervento, ha ricordato come la pubblicità allora fosse racconto di “sentimenti”, «era l’immaginario hollywoodiano, voglia di sognare per un Paese che usciva dalla guerra e che guardava al futuro con ottimismo». La mostra affronta 12 grandi temi che vanno: dall’Italia che cambia il suo paesaggio domestico con nuove forme, oggetti e colori all’Italia dei baby testimonial; dall’Italia del tempo libero all’Italia degli intenditori; dall’Italia che sogna con i concorsi a premio all’Italia che scopre il risparmio e le offerte speciali; dall’Italia in famiglia all’ Italia che seduce.
A fine percorso, 28 fotografie in bianco e nero restituiscono l’immagine di com’era il Belpaese a cui quelle pubblicità parlavano e che, anche attraverso la réclame, sognava il suo futuro.

Monica Menna

 

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