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Chi ha inventato la cucina moderna?

In quanti sanno chi ha inventato la cucina moderna e qual’è la sua incredibile storia?
È ciò che l’autore drammaturgo Andrea Malpeli e il regista Pietro Arrigoni devono essersi chiesti quando hanno deciso di puntare i riflettori sulla vita e la visione di un uomo straordinario, Auguste Escoffier: il re degli chef.
Siamo nella seconda metà del ‘800, durante la guerra franco prussiana, quando un cuoco giovane e promettente, che lavora in uno dei primi ristoranti di Parigi, viene chiamato al fronte come riservista. E in una rimessa alla periferia della città di Metz, dove gli manca tutto, non c’è nulla, si inventa la cucina moderna. Una cucina nuova che affascinerà principi, re, banchieri, primi ministri, le cantanti d’opera e le attrici più famose del suo tempo. E conquisterà il mondo, rivoluzionandone il rapporto con il cibo, la ristorazione e l’alimentazione.


“La rivoluzione di Escoffier – racconta il regista Pietro Arrigoni – ha ribaltato i legami secolari con il cibo. Ha svuotato il “paese della Cuccagna”, lo ha relegato a simulacro grasso e tirannico di un’alimentazione dettata dall’abbondanza, dallo sfarzo, dalla potenza scenica della regalità e del lusso che banchettavano ai danni delle masse affamate. La cucina dell’essenziale, la cucina “della mancanza”, la cucina della povertà e di ogni rivoluzione. La rivoluzione servita ai re, su un piatto da portata”.
A tenere a battesimo lo spettacolo “Escoffier e il nuovo alfabeto” sarà il prestigioso  Piccolo Teatro Grassi di Milano, lunedì 17 dicembre ore 19, a chiusura del Forum Oltre i gesti.


Sulla scena una brigata di cucina interpretata dai talentuosi Clara Bonomi, Davide Pellegrini, Gisella Bonomi, Ludovico Bianchi, Ruggero Bianchi.
È nel susseguirsi dei rituali gesti del tagliare, affilare, sminuzzare, pelare che prende vita un racconto corale, incalzante, coinvolgente, in cui i gesti impartiti dal millenario rituale dell’alchimia-cucina si ribaltano: non servono più a soddisfare il binomio “vista-gusto”, ma quello “vista-udito”.
Cosa c’è di meglio di uno spettacolo teatrale per scoprirci alla fine un po’ più ricchi e inspessiti culturalmente laddove, a volte, solchiamo con troppa lievità le questioni della sacra cucina?

Simona Vitali

Musicista, Sound designer Emiliano Milanesi
Progetto luci Stefano Silvestri
Fotografia Adriano Treccani
Progetto grafico Vannia Pegoiani
Divise cuochi di ALMA Scuola Internazionale di Cucina
Collaborazione costumi di scena Il Teatro della Moda – Milano

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