Pastificio Leonessa promuove un torneo al Pevero golfclub
3 Giugno 2011
Nuovo direttore generale alla Duca di Salaparuta
4 Giugno 2011

IPSO e Coca Cola fotografano l’importanza del pasto in famiglia

pasto-in-famigliaSecondo un’indagine condotta da IPSO, commissionata da Coca Cola Italia, il momento del pasto per le famiglie italiane ha una importanza sociale a cui non si può rinunciare. Per oltre il 90% dei genitori la tavola rappresenta il momento dell’incontro della famiglia e il pasto è in particolare l’occasione in cui ci si sente più uniti, ci si confronta e si prendono le decisioni più importanti.
Mancare al pranzo o alla cena in famiglia rappresenta per 3 genitori su 4 un vero dispiacere. Insomma per gli italiani il rito del pasto in famiglia è un vero “must” anche se si deve fare i conti con la realtà della vita. Lavoro e studio sono infatti i motivi principali che allontanano i componenti della famiglia dal condividere il pranzo ancor più della cena. “Il valore dello stare  assieme – dice Renato Mannaimer di IPSO – è ancora molto sentito e fortunatamente molto ancorato nella tradizione italiana, dove genitori e figli trovano il momento del confronto e del dialogo. Cosa che invece non è più così forte – prosegue il professor Mannaimer – nelle altre culture occidentali  vicine a noi”.
I pasti in comune non hanno  solo lo scopo di trasmettere una corretta alimentazione, ma anche di rafforzare le relazioni sociali all’interno della famiglia.
La ricerca ha svelato poi altri dettagli riguardanti la preparazione dei pasti. E’ emerso che le mamme italiane sono per la maggioranza (55%) salutiste e attente alla preparazione dei pasti. Cucinano per figli e mariti pasti equilibrati  e allo stesso tempo “gustosi”. Ma c’è anche l’altra parte del campione a rappresentare l’universo italiano, non meno importante e non meno interessante sotto un profilo food – marketing. Esattamente il 45% delle intervistate ha dichiarato di avere un approccio con la cucina ansioso e difficile. Il 15% delle donne lo vive addirittura con stress pur mettendoci passione e cura, in sostanza per queste signore il rapporto col cibo è conflittuale. Mentre per il restante 30% il vissuto con la cucina è ancor peggiore, per non dire di vero odio. E allora? Meno male che  ci sono  cibi pronti,  scatolette o, come tradizione insegna, i bei piatti di pasta aglio, olio e peperoncino da portare in tavola: altrimenti sarebbero guai per bimbi e mariti.
Sarà difficile da credere ma l’83% delle donne intervistate  hanno dichiarato, appunto, di improvvisare la preparazione dei pasti e, una su due, di doverlo “rimediare” a frigorifero vuoto! Non è dato sapere, o almeno  la ricerca non lo rivela, se ciò è dato dalla dimenticanza femminile (e perché no maschile) o ad altro di sociologicamente preoccupante.
Fatto sta che anche per chi alla cucina ci pensa, e per fortuna è un bel 58% del campione, denuncia comunque una difficoltà nel preparare piatti “attraenti e gustosi” dopo una giornata di lavoro. Che fare per queste lodevoli mogli? Meditate uomini di marketing, meditate; c’è ancora tanto da fare.

Print Friendly, PDF & Email