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Kofi Annan allerta “Fame il rischio di un disastro permanente”

kofi-annan-faoNel 2009 in Africa è stata acquistata, con fondi speculativi o di altra natura, un’estensione di terra pari all’intera Francia. Il latte in polvere, di cui l’Oceania è il primo paese produttore, sta diventando di difficile reperibilità perché la Cina ne ha acquistato l’intera produzione. L’Arabia Saudita ha svuotato i granai di mezzo mondo per impedire che le tensioni del mondo arabo, dovute all’aumento dei prezzi delle materie prime e della conseguente rischio di fame delle popolazioni più povere, possano intaccare il regime.
Segnali, tra i tanti, di come la fame potrebbe diventare un disastro permanente e, più in generale, di come l’alimentazione del pianeta sia un problema non eludibile. Lo ha ribadito Kofi Annan, nel suo intervento all’assemblea generale della FAO, riunita per l’elezione del nuovo direttore generale.
L’ex Segretario Generale dell’ONU, in una lectio magistralis di fronte agli esponenti dei 191 paesi che compongono l’organismo, ha attaccato l’accaparramento delle terre, il fenomeno recente di acquisto o di affitto da parte di paesi sviluppati di terre coltivabili in paesi in via di sviluppo, al fine di incrementare la propria sicurezza alimentare: “Insieme al problema del cambiamento climatico, garantire la sicurezza alimentare e nutrizionale a livello mondiale è la sfida del nostro tempo. Se i paesi non riescono ad unirsi per garantire la sicurezza alimentare – il più basilare dei diritti umani – le nostre speranze per una cooperazione internazionale più ampia appaiono davvero destinate a fallire”.
Secondo le stesse stime della FAO, i prezzi delle materie prime continueranno a salire per il prossimo decennio e la produzione agricola mondiale dovrà aumentare del 70% da qui al 2050, quando la Terra raggiungerà i 9,2 miliardi di abitanti contro i 6,9 attuali. Ma la Terra è un bene scarso, le estensioni agricole vengono progressivamente erose da un’urbanizzazione sempre più invasiva, soprattutto nelle aree dei paesi in via di sviluppo, gli stessi dove la natalità è più accentuata.
Occorre ridisegnare rapidamente un nuovo modello di crescita in cui, fa notare Kofi Annan, “le aziende agricole su ampia scala potrebbero avere un ruolo positivo ma solo se integrano le loro attività all’interno delle comunità, fungendo da perno per connettere i piccoli coltivatori alla filiera – mercati, supermercati e industrie agro – alimentari”.

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