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La Liguria e TavoleDOC, patrimonio culinario

Tempo di guide, classifiche e riconoscimenti. Tempo di bilanci, come quello che stanno facendo i ristoratori liguri che si sentono di rimarcare il valore della loro offerta culinaria, ricca e variegata ma poco compresa e raramente premiata dalla critica.

Mario Cucci di Mediavalue, ideatore e sostenitore della corrente Tavole Doc, esprime il pensiero di tutti i professionisti del luogo: “Siamo convinti che la Liguria esprima a pieno due dei tratti identificativi della ristorazione italiana: qualità e segmentazione. La regione dà vita a un’esplosione di piccole e grandi realtà legate sì alla cultura contadina e marinara, ma sempre più aperte a un universo di conoscenza, sperimentazione e innovazione ben più ampio. Tanta ricchezza e un tale impegno trovano un timido riscontro nelle pagine delle Guide di settore: basti pensare che delle 374 stelle totali assegnate nel 2020 solo 6 risiedono in Liguria, mentre altre realtà sono giudicate meritevoli di menzione perché propongono una piacevole esperienza gastronomica.”

E così, le TavoleDOC della Liguria, riunite nell’iniziativa editoriale coordinata da Mediavalue, fanno sentire la propria voce sul tema della qualità della ristorazione nella loro regione.

I cuochi e ristoratori liguri si sentono forse sottovalutati, messi in ombra dalla prepotente vocazione turistica della regione, considerata meta abituale delle vacanze dal nord Italia, soprattutto dalle grandi città come Milano e Torino. Considerata luogo di villeggiatura, la Liguria si sente un po’ dimenticata dal mondo che ruota intorno all’alta ristorazione, eppure ben presente e valida sul territorio.

Le TavoleDOC dimostrano e invitano i professionisti del settore a prendere atto che l’ospitalità e la qualità della tavola ligure non è statica come potrebbe apparire a un osservatore distratto ma è vivace e parte dalla grande tradizione del territorio per arrivare alla moderna interpretazione della cucina contemporanea.

Per dimostrare questo fermento di creatività, da Ponente a Levante, per un totale di 32 insegne e con altre pronte ad aggiungersi, il mosaico TavoleDOC 2020 invita tutti gli appassionati gourmet dal 15 marzo al 15 aprile e dal 1 al 31 ottobre, ad assaggiare i menu stagionali completi alle fasce di prezzo prefissate: 35, 50 o 70 euro. Un progetto nato solo da un anno ma già divenuto popolare tra i foodie di ogni età e in particolare tra i più giovani, allettati dal costo smart senza sorprese ma sempre di qualità del pranzo o della cena.

Un progetto, TavoleDoc, che non solo mira a promuovere la ristorazione di qualità ma si offre anche come strumento utile per rimarginare la ferita del ponte Morandi di Genova che tanto dolore e disagio ha portato ai liguri. Il dialogo tra la comunità e con la cucina – fondamenta e sostegno delle tradizioni culinarie e culturali di una popolazione – diventa così volano per tutti e riconoscimento di un valore poco sbandierato, poco esposto, ma profondo e meritevole di riconoscimento.

Marina Caccialanza

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