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La nuova PAC: cosa cambia e cosa manca

Maggiore attenzione all’ambiente, alla sicurezza alimentare e alla voce dei produttori. Queste le intenzioni emerse dalla riforma della Politica Agricola Comune su cui si è trovato, dopo oltre due anni e mezzo, l’accordo definitivo in questi giorni a Bruxelles.

Parlamento, Consiglio e Commissione Europea hanno dunque siglato la PAC 2014-2020: ecco cosa cambierà.

Il 30% dei pagamenti diretti per gli agricoltori avverrà a condizione che siano applicate le seguenti tre misure in un’ottica ecocompatibile: il mantenimento di pascoli permanenti, la diversificazione delle colture, l’istallazione di aree ecologiche. Se le misure non vengono applicate correttamente, il produttore perde la percentuale di sussidio e sarà sanzionato, fatto salvo i primi due anni dall’applicazione della legge. Inoltre il produttore non potrà essere premiato più volte, per non sovrapporsi ai sussidi addizionali già previsti dalla Pac per chi persegue una condotta ecosostenibile in maniera costante.

I sussidi saranno applicati sul criterio degli ettari di superficie coltivata: in tal modo, nessun agricoltore potrà ricevere un aiuto al reddito inferiore al 60% della media nazionale.

L’agricoltore che realmente si occupa di produzione agroalimentare sarà ancor più tutelato rispetto a chi da anni percepisce sussidi ma in realtà fa altro, come aeroporti, società immobiliari, club sportivi, etc.

I produttori che hanno meno di 41 anni riceveranno il 25% in più dei pagamenti diretti per ettaro, oltre a misure facoltative che ogni nazione potrà adottare in favore dell’accesso dei giovani nel mondo dell’agricoltura.

È stato vagliato inoltre un nuovo schema di collaborazione tra ricercatori e agricoltori per promuovere l’introduzione di nuove tecnologie.

Nodi critici:

Non sono stati trattati, e restano quindi irrisolti, i seguenti temi: la convergenza esterna, cioè il riequilibrio del sussidio per agricoltori dei Paesi membri; il tetto massimo per gli aiuti diretti, ovvero il capping; la flessibilità nel trasferimento di risorse.

Ultimo punto, ma di importanza essenziale, la questione economica: come e dove si trova il denaro per finanziare le misure decise dalla PAC? Il Consiglio e Parlamento europeo stanno discutendo delle risorse che saranno a disposizione dell’Europa per i prossimi sette anni, senza punti di accordo.

Decisione dunque rimandata a settembre, quando ci si auspica maggior chiarezza e concretezza.

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