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La prima Settimana della Cucina Italiana nel Mondo

L’evento inaugurale della Settimana della Cucina Italiana nel Mondo si è tenuto lunedì 21 novembre a Praga, nella cornice storica della Cappella Borromeo, a cui sono intervenuti un centinaio di ospiti selezionati, tra cui il Presidente della Camera ceca Hamacek .

Nella kermesse, nata dalle azioni previste dal Food Act presentato dal Governo Italiano in occasione di Expo 2015 e destinata a diventare un appuntamento annuale sulla tradizione culinaria italiana all’estero, sono stati coinvolti tre chef dell’Associazione Euro-Toques: il suo presidente internazionale e italiano Enrico Derflingher, il membro del consiglio di Euro-Toques Ciro D’Amico Executive Chef di Borgobrufa Resort, e Gianni Tarabini, Executive Chef de La Preséf di Mantello (SO), Stella Michelin. Protagonisti della cena anche tre chef Italiani residenti a Praga, Emanuele Ridi, Matteo Decarli e Riccardo Lucque.

Da oggi la Settimana della Cucina Italiana nel Mondo si pone l’obiettivo di promuovere e difendere il valore del Made in Italy agroalimentare all’estero, con oltre 1300 eventi, coordinati dalle 295 sedi diplomatiche, consolari, degli Istituti di cultura e del Commercio estero.
In programma ci sono 170 conferenze,  incontri con gli chef e i dibattiti sulla tradizione culinaria italiana. Inoltre sono previsti 150 show cooking e master class e un centinaio di eventi promozionali in collaborazione con ristoranti italiani locali e importanti fiere.
Dalla Cina agli Emirati, dalla Russia al Giappone, dagli Stati Uniti al Brasile, gli ‘ambasciatori’ italiani (chef stellati e allievi delle scuole di cucina, istituzioni e ristoranti italiani) saranno protagonisti della più vasta operazione culturale dedicata alla cucina italiana nel mondo.

In questo contesto si evidenzia il Manifesto promosso da itchefs-Gvci affinché l’Unesco riconosca la cucina italiana nel mondo, quella fuori dall’Italia, come Patrimonio intangibile dell’Umanità. “Questo mandato ci viene peraltro dall’assemblea dei cuochi, ristoratori ed educatori di quaranta paesi presenti alla quinta edizione dell’Italian Cuisine in the World Forum (Firenze 2015) – affermano Mario Caramella e Rosario Scarpato, rispettivamente presidente e coordinatore dell’associazione dei cuochi italiani che lavorano in tutto il mondo –  Gli esperti ci confermano che l’Unesco privilegia nuove proposte che escano dalla visione convenzionale e siano rivolte ai metodi e saperi tradizionali, alla produzione e al know how delle popolazioni. La definizione si applica pienamente alla cucina italiana nel mondo come tradizione mantenuta viva dall’insieme dal movimento di cuochi, ristoratori, educatori e promotori della cucina italiana nel mondo, i quali finalmente riceverebbero il giusto riconoscimento”.

Per firmare il Manifesto clicca qui

Luigi Franchi

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