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L’avvincente storia de l’Osteria in Scandiano

“Quando abbiamo deciso di trasferire il nostro locale in questa villa la notte non ho dormito e nella mia testa ho messo a posto tutti e quattro: insieme a me e mio fratello, già alla guida dell’attività, io in cucina e Simone in sala, ci vedevo anche le nostre mogli. Dopo due anni l’idea si sta realizzando. Prima è arrivata Selene, preziosa perché si occupa di  tutta la parte amministrativa, poi mia moglie Sandra che gestisce la parte social e cura gli eventi per l’osteria”, così Andrea Medici de l’Osteria in Scandiano mi introduce a villa Palazzina, la suggestiva location in cui si sono trasferiti dal 14 marzo 2017.


Ecco la forza che viene dalla famiglia, il quadretto che a molti piacerebbe dipingere… ma tutto va conquistato, ci si imbatte in bivi rispetto ai quali dover prendere decisioni di non ritorno, in un qualche modo scommettere. Senza potersi sottrarre o rimandare: si è chiamati a decidere, qui e ora.
Saliti sul carro, uno dopo l’altro, dell’osteria aperta dai genitori Nadia e Contrano nel 1985, Andrea (3 anni di scuola alberghiera al Magnaghi di Salsomaggiore) e Simone (che nella sala è cresciuto insieme al padre) hanno conosciuto il piacere, insieme all’impegno, di tempi floridi in cui il lavoro era tanto e l’economia girava nella direzione giusta.  Motivo che aveva incentivato papà e mamma ad ingrandire l’attività, passando da un primo locale di 20 coperti (una birreria paninoteca in cui la mamma proponeva anche due o tre primi espressi) a un’osteria vera e propria con cucina tradizionale reggiana, per una quarantina di coperti. Il distretto della ceramica con il suo indotto e pure un polo significativo di produzione di attrezzature per parrucchieri portavano con frequenza i propri clienti nel locale, dove non era improbabile anche un incontro fra la concorrenza (chi prima arrivava scalzava l’altro) finché non sono cambiati i tempi.


I tempi che cambiano
A partire dal 2008 una pesante crisi dell’edilizia ha messo in ginocchio anche i comparti che localmente rappresentavano una forza e di questo ne ha risentito anche l’osteria.
“In quegli anni – ricorda Simone – ci siamo interrogati spesso su cosa fosse meglio fare, magari proporre un menù di lavoro, ma poi ci chiedevamo: e quando riparte come facciamo?”. Hanno avuto la forza di continuare sulla stessa linea senza svendersi.
“Certamente ci ha salvato l’allora conduzione familiare – prosegue Simone-. Questo finché nel 2013 non c’è stata una ripresa, che si è connotata da subito con dinamiche diverse: le aziende portavano (e ancora portano) solo certi clienti.  E ce l’hanno esplicitato, con la nuova visione del mercato che ha cambiato le dinamiche. Non sono trascorsi un paio di anni che siamo stati invitati a collaborare con Eataly a gestire un nostro spazio a Expo, nell’area delle cucine regionali. Così per l’intero mese di maggio abbiamo chiuso il locale e siamo andati in trasferta a Milano”.
Qual è il menù che avete presentato in quell’occasione? Chiedo incuriosita. “Abbiamo proposto tre piatti: gnocco fritto e prosciutto, lasagne e coniglio con il vino di Scandiano, nel rispetto di una tradizione che abbiamo scelto di salvaguardare e tramandare” risponde Andrea con piglio deciso, forte di una convinzione che si rende tangibile quando parla. E quale consiglio avete raccolto da Farinetti? incalzo.
“Si è raccomandato di non limitarci a fare cose buone ma anche di farlo sapere.  E ha aggiunto che se non si fa conoscere ciò che si fa non si può né crescere né andare avanti”, ricorda Andrea annuendo mentre rispolvera questa riflessione.


Un anno da incorniciare
Arriva poi il 2016 e con esso la proposta, giunta in inverno, di trasferire l’Osteria in una villa del ‘400, Villa Palazzina: “Si trattava di una location importante che ci avrebbe portato a raddoppiare i coperti ma anche a pensare di organizzare eventi. Di contro ci richiedeva di uscire dalla sfera della conduzione familiare e strutturarci ulteriormente a livello organizzativo. Maggio era il termine ultimo entro cui avremmo dovuto decidere se fare il salto. E abbiamo deciso di farlo!” spiega Simone, descrivendo un ulteriore passaggio della loro storia – “Mentre stavamo programmando il passaggio alla nuova struttura, a luglio dello stesso anno, è arrivata la mail di Alessandro Borghese che ci proponeva di partecipare alla trasmissione 4 ristoranti”.
“Un’altra emozione inaspettata! -ricorda Andrea  – Ci siamo chiesti se fossimo all’altezza, se avremmo figurato bene, qualcuno in famiglia ci ha invitato alla prudenza ma alla fine io e mio fratello ci siamo detti: quando ci capiterà più un’opportunità del genere per farci conoscere? Non avremo mai i soldi per promuovere in questo modo la nostra attività. E così abbiamo deciso di vivere anche questa esperienza, non prima di essere stati sottoposti a un iter di verifiche, come il riproporre le stesse domande a tutti noi a turno, in momenti diversi, per confrontare la coerenza delle risposte. Il primo settembre abbiamo avuto la conferma definitiva e il 29 novembre siamo andati in onda. In questo arco temporale siamo entrati in un’altra dimensione, nel vero senso della parola. Quando sono venuti a girare nel nostro locale (eravamo ancora nella vecchia location) intorno a noi avevamo una troupe di 30 persone! Già durante la trasmissione della puntata abbiamo iniziato a ricevere telefonate: chi ci chiedeva la ricetta dei cappelletti, chi voleva prenotare un tavolo…non parliamo poi dei giorni successivi e del periodo a venire”.

Villa Palazzina: la nuova location
Intanto si avvicinava a grandi passi il salto più grande: il passaggio alla nuova location, l’uscita di scena dei nostri genitori con la chiusura della società, l’apertura di una nuova società fra me e mio fratello, l’introduzione nell’attività di collaboratori fuori dalla nostra famiglia e l’intento fermo di tenere ben saldi i nostri valori e il nostro modo di esprimerci. La tradizione reggiana è rimasta (e vuole rimanere) un punto saldo nel menù de l’Osteria in Scandiano con la sua pasta fresca ripiena (i cappelletti in brodo di cappone, tortelli di zucca e verdi di bietole e spinaci…) i bolliti con salse e mostarde, il coniglio al forno al vino bianco di Scandiano e la sempre gradita zuppa inglese, senza disdegnare anche piatti più particolari come Tagliolini al germe di grano tostato con verdure e fonduta di brie al tartufo nero, Pancia di maialino da latte laccata, aromatizzata al thè nero e bergamotto o una stuzzicante cioccoterapia (nonché varietà di proposte al cioccolato). “Questo uesto per accontentare un bacino di utenza più ampio e anche per darci nuovi stimoli in cucina” racconta Andrea.
La sala invece è il regno di Simone o come dice lui il suo “habitat naturale”. Cresciuto “giocando a lavare i piatti” in osteria insieme al fratello, rispettivamente 7 e 9 anni di età, a 16 anni stava in sala a dare una mano al padre a portare via i piatti e a prendere qualche comanda. Dopo una breve esperienza lavorativa esterna in quella sala ci è voluto ritornare, ha preso il diploma da sommelier e ha fortificato la sua convinzione che “sul tavolo bisogna entrarci” e che c’è sempre un modo per strappare un sorriso al cliente.  E oggi che in sala si è passati da due a quattro o cinque persone in servizio, la sua preoccupazione è trasmettere loro che non devono essere dei portapiatti ma interagire con il cliente.
È cambiata la clientela dell’Osteria in Scandiano, qualcuno ha temuto che i prezzi si fossero alzati, altri -tanti – sono arrivati ex novo. C’è una fascia di età, dai 25 ai 40 anni, che sta a cuore ai due fratelli. Proprio lo scorso anno hanno proposto una serie di cinque serate dedicate. Menù sempre diverso, abbinamento vini, musica contemporanea strumentale in sala per euro 35 a testa. Ottimo il riscontro, qualcuno è anche tornato.

Il compleanno de l’Osteria in Scandiano
Dallo scorso anno all’Osteria in Scandiano si festeggia rigorosamente il compleanno. Complice di questa nuova abitudine un corso di organizzazione eventi food ad opera di Identità Golose, a cui ha partecipato Sandra, moglie di Andrea. Giunta al momento di progettare un evento da portare all’esame, ha proposto in famiglia di ottimizzare l’occasione. E così, con l’intento di regalare un’emozione ai clienti che non sia solo il mangiare e il bere, è nata l’idea di raccontarsi nel corso di una speciale serata, il trentratreesimo compleanno de l’Osteria (tra video, pasta fresca in sala ad opera della mamma di Andrea e come cadeau per ciascuno nidi di pasta fresca con relativa ricetta) che quest’anno ha avuto un seguito. La differenza è che a raccontare erano altri, una compagnia di improvvisazione che ha studiato tutto lo staff de l’Osteria e proposto sketch incentrati sull’accoglienza, distribuiti tra una portata e l’altra.
“L’intenzione è quella di festeggiare ogni anno a venire con qualcosa dal vivo in sala, coinvolgendo magari le diverse arti, sempre per arricchire i clienti di emozioni” racconta Sandra con entusiasmo.
E di dare risalto alle emozioni la famiglia Medici lo ha scelto aderendo all’Unione Ristoranti del Buon Ricordo, che di questo ha fatto la propria bandiera a partire da quella promozione del territorio per cui essa stessa si sta prodigando. Scegliersi per comunione d’intenti si sa che è un bel collante.

Simona Vitali

Osteria in Scandiano
via Palazzina, 40
Scandiano (RE)
Tel. 0522 857079
www.osteriainscandiano.com

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