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L’edizione 2013 di “Cooking for art”

Alla scoperta della cucina di alta quota.

Roma – Una delizia per il palato. Si potrebbe definire così “Cooking for Art 2013”, la manifestazione che ha visto protagoniste l’alta cucina e le mete di montagna, organizzata da Witaly e Luigi Cremona, tenutasi all’interno delle Officine Farneto di Roma (dal 26 al 28 ottobre), che ha riscontrato un grandissimo successo di pubblico, a giudicare dall’affluenza della gente.

Un vero e proprio evento culinario, organizzato come un viaggio gustoso da intraprendere tra i due piani delle Officine Farneto. Prima tappa focalizzata sull’esplorazione dell’area gourmet dai sapori raffinati in cui chef stellati (per citarne alcuni: Maurizio e Sandro Serva, Anthony Genovese, Oliver Glowig) cucinavano le pietanze davanti agli occhi della gente estasiata. Seconda tappa dedicata alla scoperta dei sapori nostrani tra gli stand di aziende vinicole e agroalimentari provenienti da varie regioni italiane, che davano la possibilità di degustare i loro prodotti.

Inoltre “Cooking for Art” è stata anche l’occasione per assistere a delle esibizioni sul palco degli chef  che illustravano la preparazione dei propri piatti, dando poi la possibilità a tutti gli spettatori di assaggiarli. Un teatro della cucina davvero sopraffino. Ricordiamo ad esempio lo show cooking di Sabatino Lattanzi (proveniente da Teramo) che ha proposto la corposa zuppetta di pecorino con crostini al latte e tartufo nero, oppure quello di Agostino Bouillas (proveniente dalla Valle d’Aosta) con un piatto a base di fontina nelle sue diverse consistenze.

Gran maestro di cerimonia Luigi Cremona. Il noto critico enogastronomico ha pilotato i cooking show, ha intrattenuto sapientemente il pubblico, ha introdotto protagonisti, prodotti e piatti con  grande classe e competenza.

Anche l’esterno delle Officine Farneto si è trasformato, per tre giorni, in una cucina e sala di degustazione a cielo aperto. L’area gourmet ha visto grandi chef stellati, che operano nella Cucina Creativa o Tradizionale, il tutto affiancato da un corner dedicato alla pizza, una zona per la pasticceria e una per il gelato. Nell’area gourmet sono state collocate le postazioni degli chef, pronti a preparare dal vivo i propri piatti. Grande folla ha visto circondare lo chef Roy Caceres del ristorante “Metamorfosi”. L’esperto di cucina creativa ha deliziato la gente con due suoi piatti eccellenti: l’uovo 65° carbonara e i maccheroni & salsiccia con pecorino gratinato, barbabietola e limone.

“Cooking for Art” è anche una vetrina prestigiosa per le nuove leve della cucina. Qui si è svolta la finale, davanti a una giuria di chef di fama e giornalisti del settore, del “Premio Miglior Chef Emergente d’Italia 2013”. Premio che si è aggiudicato Marco Martini, chef del ristorante romano “Stazione di posta”, situato nel quartiere Testaccio (nella zona dell’ex Mattatoio). Il suo è stato un menu originale e accattivante che prevedeva faraona, porcini e pinoli come antipasto, ravioli di parmigiano, castagne e fieno come primo piatto, alette di pollo come secondo piatto e infine per dessert caki, vaniglia e cynar.

Martini, che ha gareggiato con altri due valenti chef Alessandro Bellingeri e Danilo Vita, è un giovane talento che ha già tanta esperienza e gavetta alle spalle. Basti pensare che per sei anni è stato al fianco di Antonello Colonna all’interno dell’”Open Colonna” (in cui per quattro anni ha rivestito anche il ruolo di executive chef)  e poi, trasferitosi a Londra a 24 anni, ha lavorato per alcuni mesi con due stellati di fama quali Heinz Beck (presso l’”Apsleys restaurant”) e Tom Aikens (presso il “Tom Aikens Restaurant” a South Kensigton).

Da sottolineare che per il primo anno si è tenuto all’interno di “Cooking for Art” anche l’innovativo “Premio emergente Sala”, che ha visto sul podio Valentina Delle Piane del locale “The Cook” di Genova. Un riconoscimento notevole che indica anche quanto sia importante per il funzionamento di un ristorante un servizio impeccabile. Un’occasione importante per riflettere come la cucina stellata abbia bisogno di un servizio di sala all’altezza.

Monica Menna

 

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