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L’Expo è già cominciato

Partecipando al convegno “Expo 2015… per un Patto globale del Cibo” tenutosi ieri a Reggio Emilia, il ministro delle Politiche Agricole, Maurizio Martina, ha affermato che l’Expo è per molti aspetti “già iniziato”.
“Sono i 3 milioni di biglietti già venduti nel mondo, di cui 700 mila  solo in Cina, a confermare che Expo 2015 è comunque già un successo. I 147 paesi presenti di cui 60 con un loro padiglione a confermare che l’Italia avrà un Expo con un numero di paesi mai raggiunto prima, e sono le decine di convegni che si stanno tenendo in giro per l’Italia il cui tema è il cibo a confermare che l’evento universale è già cominciato”.
Il ministro ha voluto ribadire che la manifestazione internazionale di Milano “nonostante facciamo di tutto per farci del male, sarà una grande opportunità per l’Italia, per il pubblico quanto per il privato, e non dovrà vedere le aziende partecipare come fosse una fiera”. Qui dice il ministro, “nessuno deve partecipare con uno stand, ma saranno le idee e il confronto tra istituzioni, enti, associazioni e imprese a doversi confrontare e far crescere e condividere un diverso modo di concepire il cibo”.
Con queste parole il ministro Martina chiudendo i lavori di un interessante convegno dove hanno partecipato come relatori, Paolo Barilla, vice presidente della Fondazione “Barilla Center for Food & Nutrition”, Andrea Segrè, professore ordinario di  politica agraria internazionale, nonché fondatore e presidente di “Last Minute Market” , il senatore Stefano Vaccari della Commissione Agricoltura e Eros Gualandi, presidente della cooperativa agricola Il Raccolto, che ha portato una interessante testimonianza di come si può fare un’agricoltura moderna ma allo stesso tempo sostenibile.

Il convegno è stato promosso dalla senatrice Leana Pignedoli, prima firmataria di una mozione presentata in questi giorni al Senato in cui è stato chiesto un impegno formale al Governo perché si  attivi concretamente affinché Expo 2015 sia l’occasione per convincere gli stati partecipanti,  assieme alle varie istituzioni internazionali ad aprire un confronto per realizzare “un patto globale del cibo”. Il pensiero di fondo è dare una spinta politica al Protocollo di Milano sull’Alimentazione e la Nutrizione promosso dalla Fondazione “Barilla Center for Food & Nutrition” per portare nell’agenda istituzionale dell’Expo obiettivi e impegni concreti da far condividere e sottoscrivere.
Come ha accennato nel suo intervento lo stesso Paolo Barilla, “questi impegni hanno valore e concretezza se vengono condivisi e presi collegialmente, diversamente non si possono avere risultati”. Questi impegni sarebbero assai importanti e farebbero davvero cambiare modo di vivere a tutti noi e volto al nostro pianeta che spreca da una parte e ha persone che muoiono di fame dall’altra. Le contraddizioni sono a dir poco aberranti  e i dati FAO fanno fatica ad essere accettati: nel pianeta  circa 1,3 miliardi di tonnellate di cibo viene sprecato ogni anno, mentre ci sono  868 milioni di persone mal nutrite, ma contemporaneamente  1,5 miliardi di persone risultano obese o in sovrappeso con danni alla salute ed elevati costi sanitari. Il Protocollo di Milano vorrebbe  ridurre del 50% entro il 2020 lo spreco alimentare, promuovere un’agricoltura sostenibile limitando la produzione di biocarburanti a non superare il limite del 5%; fornire a tutte le fasce della popolazione l’accesso al cibo, combattere l’obesità e promuovere l’educazione alimentare.
Tanti ottimi propositi che dovranno trovare i paesi presenti all’Expo concordi nel vincere una scommessa molto ardita e ambiziosa. Comunque già un risultato è stato ottenuto e il ministro Martina ne ha dato la notizia: a settembre Milano sarà teatro di un importante vertice europeo con  i 28 ministri dell’agricoltura per discutere di questi temi, e si sta lavorando per giugno 2015 ad un congresso universale che vedrà tutti i 147 ministri in rappresentanza dei paesi aderenti per affrontare i temi di un cibo sano e sostenibile.

Roberto Martinelli 

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