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L’incontro con un mito grazie ad una Vodka

Chi ha visto il film Lost in Translation capirà meglio queste poche righe per raccontare un incontro.

Quando l’amica Marissa mi ha avvisato che sarebbe passata in città per accompagnare il celebre attore americano Dan Aykroyd (Blues Brother, Ghost Busters, Una poltrona per due, per citare i suoi film più noti) in un tour promozionale di presentazione della Vodka Crystal Head, il mio pensiero è corso alle malinconiche e surreali immagini di un altro attore amato, Bill Murray, che interpretava nella prima pellicola diretta da Sofia Coppola proprio un attore alla fine della sua carriera osannato testimonial di un prodotto americano in tour in Giappone. L’associazione, poi, era facile, anche per il fatto che i due attori hanno recitato insieme proprio in Ghost Busters. Solo un pensiero, però, ma, si sa, la fantasia per gli appassionati cinefili corre.

La realtà, invece, è molto diversa, infatti, Dan Aykroyd non è propriamente il testimonial di questa vodka contenuta in una bottiglia a forma di teschio, peraltro concepita da mente italiana (Bruni Glass), ma ne è il fondatore insieme all’amico artista John Alexander. Insomma un divertimento diventato business, basti pensare che la bottiglia viene venduta a 50 € il pezzo e dalle parole di Alessandro Francoli, titolare dell’azienda che la distribuisce in Italia, le richieste superano la capacità di star dietro alle consegne.

Per gli appassionati suggerisco gli approfondimenti al sito ufficiale dove è raccontata anche la leggenda sulla quale si basa l’idea del super alcolico (http://www.crystalheadvodka.com/about), per chi, invece, ha vivo il ricordo di Elwood e “Joliet” Jack Blues, lascio immaginare l’emozione ed il salto indietro nel tempo nel ricordo di un film capolavoro e di due attori che grazie a quella interpretazione passarono alla storia. Anni fa, leggendo, la biografia di John Belushi, mischiai sorrisi e commozione al pensiero di Dan Aykroyd alla testa del corteo funebre di John, mentre intonava inni e trascinava tutti i presenti in una girandola di emozioni, una degna celebrazione.

Non sono avvezzo ai miti, non mi volto a guardare quando passa una “cosiddetta” celebrità, ma Aykroyd rappresenta un pezzo di vita per molti della mia generazione, potendo farlo un saluto ci stava.

Aldo Palaoro

 

 

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