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Massimo Bottura: riprendiamoci l’orgoglio Italia

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Alla Villani spa fanno salumi da 127 anni, vantando il primato di essere la realtà di settore produttiva più antica d’Italia. Ovvio che sia venuta a loro l’idea di realizzare il MUSA, il primo Museo della Salumeria a livello nazionale, dove si racconta, lungo un percorso espositivo lungo 200 metri, tutto ma proprio tutto della tradizione salumiera italiana.

Giuseppe Villani, consigliere delegato della Villani Spa, ne spiega la nascita: “Nessuno si era mai posto l’idea di realizzare un museo dedicato ad uno dei prodotti più amati a livello italiano. Uno dei motivi che ci hanno spinto a farlo è stata la voglia di celebrare la tradizione di un distretto produttivo unico come quello che, anche grazie alla Villani, è nato a Castelnuovo Rangone coinvolgendo, fra impiego diretto ed indotto, la stragrande maggioranza delle famiglie della zona.”

Il museo, che ha trovato la sua sede naturale a Castelnuovo Rangone (MO) è stato aperto al pubblico in questa settimana e tra i primi visitatori ha avuto lo chef Massimo Bottura che, per l’occasione, indossava una sciarpa speciale, icona di quel made in Italy di cui tanto si parla ma poco si difende: una pashmina tricolore che riporta l’articolo 2 della Costituzione della Repubblica Italiana (La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale).

Un gesto inequivocabile come è nello stile di Bottura che ha spiegato: “All’estero l’immagine del Made in Italy è gigantesca e c’è tanta voglia di italianità. Noi dobbiamo riprenderci l’orgoglio, ritrovare il senso di appartenenza all’Italia”.

Poi lo chef dell’Osteria Francescana passa ad elencare il suo decalogo di valori del made in Italy:

1- Gli artisti. il segno principale che lasciamo al mondo, la voce più limpida che da sempre si alza dal nostro paese è quella dell’arte.

2- Gli imprenditori del bello e del buono, come Villani e come Oscar Farinetti. Negli ultimi anni una delle forze economicamente trainanti sono state le eccellenze legate al buon gusto e allo stile made in Italy, dal cibo alla moda, senza dimenticare le meraviglie della meccanica, in piccola e grande dimensione.

3- Unica e inimitabile. La luce e la luminosità dell’Italia, così dolcemente rappresentata nei quadri del Rinascimento e del Manierismo. Serena e colorata.

4- Le differenze dall’estremo nord al profondo sud. Un’Italia che in relativamente pochi chilometri esprime incredibili varietà culturali e climatiche. Dalle vette montane più spettacolari alle isole che lambiscono l’Africa. Il paese dei cento campanili, delle mille biodiversità, dei guelfi e dei ghibellini, dell’infinito paniere di prodotti.

5- I dialetti. La ricchezza di una lingua nasce dalle radici nei suoi dialetti, che diventano una chiave per entrare in posti e emozioni altrimenti inaccessibili.

6- Il Po, il Grande fiume, la spina dorsale dell’Italia. La più importante strada Italiana, la via Emilia, gli scorre parallela, idea di viaggio, vita e nutrimento della pianura padana e dell’immaginario dei nostri geni più grandi.

7- Modena e l’Emilia come esempio della ricchezza del territorio italiano. Le piccole aziende, l’artigianato, le ossessioni e la volontà di eccellere. Ogni territorio italiano esprime a suo modo un esempio di questo tipo, le piccole imprese e la loro competitività sono uniche per ogni territorio italiano e leader in micro settori a livello mondiale

8-La forma dell’Italia, al centro del Mediterraneo, abbracciata dal mare. Immediatamente riconoscibile e distinta. C’è poco da aggiungere, una calamita, il punto focale dell’Europa geografica e del bacino del mediterraneo

9- La capacità di viaggiare senza perdere Identità. Gli Italiani viaggiano con l’Italia nel cuore, è un tratto che non cambia e non può cambiare, e chi viaggia per l’Italia è attratto da questo fascino analogo e magico. Una specie di sex appeal innato

10-La forza della classicità. Cresciamo in mezzo a secoli di storia e di evoluzione umana ed artistica, circondati dai capolavori di Tiziano, Caravaggio, Tintoretto, Piero della Francesca, dall’architettura romana, dalla visionarietà di Dante Alighieri, dalla perfezione stilistica dei nostri designer Quando cresci cullato dal bel canto e dalle romanze d’opera ogni espressione contemporanea non può far altro che poggiarsi sulle solide spalle di chi ci ha preceduti senza soluzione di creatività.

Luigi Franchi

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